Lisa Mandelli e Rosella Maggiolini, rispettivamente sindaci di Usmate-Velate e Carnate, hanno dimostrato di avere una marcia in più. Almeno fin quando si parla di Pedemontana. In un groviglio di carte, prescrizioni, corsi e ricorsi, modifiche in corso, compensazioni e progetti che così come gli altri sindaci del loro stesso territorio nessuno ha ancora ricevuto, con un occhio incredibilmente attento, si potrebbe dire da tecnici, hanno scovato un “neo” che rischiava di passare inosservato. La chiusura delle rampe di Carnate sulla tangenziale Est. Con piglio hanno affrontato il “mostro” e hanno ottenuto la cancellazione della cancellazione. E fin qui tutto bene. Promosse.
Carnate: giro di vite con costi ballerini sulla sosta
A farle rinviare a settembre invece è la matematica. Quella locale, anzi localissima. Carnate da una decina di giorni ha approvato il giro di vite sulla sosta. Basta stalli gratuiti per pendolari e non, via ai pagamenti e agli abbonamenti. Scelta magari inopportuna visto il momento di difficoltà, ma legittima. Il problema è quando l’esecutivo Maggiolini si è messo a far di conto. E si è scoperto così che Carnate è forse l’unico paese al mondo dove un abbonamento trimestrale costa di più di quello settimanale. Il primo 12 euro, il secondo 40. La vicenda ha già scatenato le ironie dell’opposizione locale e non solo.
Usmate: negozianti senza risposte sul disco orario
Ma se Atene Carnate piange, Sparta Usmate non ride. Qui la prima cittadina è stata destinataria di una lettera firmata dai negozianti di una via. Il motivo? Ancora una volta delle soste che avrebbero dovute essere a disco orario per favorire il ricambio e invece sono rimaste libere. Il punto però non è quello. I negozianti si erano rivolti al comune a febbraio, senza ricevere ad oggi alcuna risposta. Neppure un rigo. Escludendo sia ancora colpa di Pedemontana, la soluzione al problema la forniamo noi. È 46. In questo caso giorni.