«Seregno è parte lesa nella vicenda della metrotramvia». Il sindaco Alberto Rossi ha usato parole forti per inquadrare la sua opinione, a fronte dello stallo nella realizzazione della nuova infrastruttura, per la quale alla fine di marzo, a causa di extracosti pari a 120 milioni di euro, era stato addirittura paventato il fermo a Paderno Dugnano o Nova Milanese. Lo ha fatto mercoledì 15 aprile, in occasione di una partecipata assembla di quartiere promossa dal comitato di quartiere Sant’Ambrogio ed ospitata dall’oratorio di viale Edison, all’indomani del tavolo di lavoro, che a Milano ha coinvolto le parti istituzionali interessate.
Metrotramvia: appello al Mit per far quadrare i conti
«Ciò che ci conforta -ha spiegato il primo cittadino, dopo una precedente analisi dell’assessore alla Pianificazione territoriale Giuseppe Borgonovo– è che tutti i Comuni coinvolti abbiano sottolineato l’esigenza che la tratta venga realizzata così com’è stata progettata. Abbiamo sollecitato la città metropolitana di Milano a scrivere al ministero delle Infrastrutture, chiedendo che si faccia carico degli extracosti, perché è il solo ente istituzionale che se lo può permettere. Il ministero, cui fa riferimento il Rup, il responsabile unico del procedimento, ha già precisato di essere il maggior contributore a livello economico per l’opera e questo gli va riconosciuto, ma in passato, ad esempio per la metrotramvia Milano-Limbiate, è già intervenuto accollandosi gli extracosti. Se poi vi fosse la richiesta di una contribuzione parziale in proporzione da parte dei Comuni, la valuteremmo. Ma certamente i Comuni potrebbero corrispondere alcune centinaia di migliaia di euro, che non cambierebbero granché la situazione. Finora, l’importo previsto per Seregno è di 1 milione 700mila euro, versato per un terzo». Rossi ha spostato quindi la sua attenzione su un altro aspetto: «Abbiamo sottolineato con forza che i 5 milioni di euro stanziati da regione Lombardia per l’interconnessione del capolinea con la nostra stazione ferroviaria non devono essere dirottati altrove, in un momento in cui questi soldi potrebbero fare gola. Il progetto esecutivo è pronto ad andare in gara».
Metrotramvia: molte le critiche da parte del pubblico
Il focus ha aperto la strada a lamentele in serie da parte dei cittadini. Una residente ha evidenziato le difficoltà che incontrano gli abitanti nella zona tra le vie Eschilo, Colzani e Platone, per l’abbandono dell’area esterna al cantiere, infestata da vegetazione incolta e roditori e caratterizzata da voragini nei manti stradali, che mettono a rischio gli pneumatici delle vetture. «Qualcuno -è stato sottolineato- ha anche comperato cemento di tasca propria, per tappare le buche come era possibile». Mario Nava, in passato capogruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, da cui oggi ha preso nettamente le distanze, ha invece ribadito la sua contrarietà all’opera: «Inizialmente, la metrotramvia avrebbe dovuto fermarsi a Desio. Fu l’amministrazione Perego a volerla portare a Seregno, anche sapendo che il capolinea si sarebbe scontrato con l’ex scalo merci ferroviario. Nel 2016, c’era la possibilità di una svolta, ma il Rup che avrebbe voluto cacciare la Cmc di Ravenna, l’azienda appaltatrice, e poi rivedere il progetto, fu invece allontanato a sua volta».