La fioritura è un passaggio breve, quasi fugace, ma capace ogni anno di richiamare centinaia di persone tra i campi di Besana in Brianza. Anche nel 2026 il ciliegio monumentale, conosciuto come “Samurai”, ha regalato il suo spettacolo: il momento di massimo splendore si è concentrato nella scorsa settimana, attirando visitatori da tutta la Lombardia. Con i suoi circa 20 metri d’altezza, un tronco di 176 centimetri di diametro e una chioma che in primavera si trasforma in una nuvola di fiori, il ciliegio è diventato negli anni un punto di riferimento. Un simbolo naturale capace di unire paesaggio, memoria e curiosità. Fino a poco più di un decennio fa era quasi sconosciuto, nascosto in un terreno privato. Oggi la sua fama si è diffusa anche grazie ai social.
Ciliegio secolare: la soddisfazione di Mario Bonacina
A raccontare l’andamento di questa stagione è Mario Bonacina, dell’Associazione nazionale carabinieri in congedo, residente in zona: «È fiorito e il momento più intenso è stato la settimana scorsa. Ora la fioritura si è ridimensionata». L’afflusso, spiega, resta elevato: «Con internet attira sempre parecchia gente, l’interesse è costante». Ma rispetto al passato si registrano segnali incoraggianti. «Quest’anno hanno delimitato meglio l’area con catenelle, perché prima la gente saliva e calpestava le radici. Gli agronomi avevano segnalato che la pianta rischiava di rovinarsi». Non è stato previsto un servizio di vigilanza strutturato, ma volontari si sono alternati per presidiare la zona. «L’afflusso è stato abbastanza ordinato, salvo la domenica, quando si sono viste ancora auto parcheggiate ovunque». Una criticità nota anche al proprietario del terreno, che negli anni ha dovuto fare i conti con comportamenti poco rispettosi.
Ciliegio secolare: valorizzato anche il contesto circostante
Per limitare l’accesso improprio, quest’anno è stata adottata una soluzione pratica: «È stata stesa una fascia di letame lungo il confine del sentiero, per costringere i visitatori a restare sul percorso». Una scelta che ha contribuito a evitare scene già viste in passato, come picnic sui campi lavorati e concimati. Il bilancio resta comunque positivo: «Le radici non sono state più calpestate. I pochi che provavano a scavalcare le reti di protezione venivano subito richiamati anche dai visitatori stessi. Sono fiducioso che il ciliegio possa sopravvivere ancora per molti anni». Intorno al ciliegio, inoltre, il contesto naturale si sta valorizzando: «La zona è molto bella, sono stati aperti nuovi sentieri e c’è anche un ruscello che scorre poco più sotto». Tra realtà e suggestione, il “Samurai” continua a essere un luogo capace di incuriosire. Negli anni si sono intrecciate storie e racconti, tra visite notturne e atmosfere particolari, mai del tutto chiarite. Ma al di là delle leggende, resta la forza di un albero che, stagione dopo stagione, continua a richiamare persone e attenzione.