Sicurezza sotto la lente nell’assemblea di quartiere che mercoledì 15 aprile, per iniziativa del comitato Sant’Ambrogio di Seregno, è stata ospitata dal salone dell’oratorio di viale Edison. Uno degli ambiti attenzionati è stato quello del parco della Pace di via Marzabotto, indicato da una residente come «luogo di spaccio e distruzione», con tanto di buco nella recinzione che protegge il vicino tracciato ferroviario, pensato per favorire eventuali fughe, laddove necessarie, e con l’aggiunta anche di atti vandalici, che qualche sera fa hanno portato alla foratura degli pneumatici di sei autovetture. «Sarebbe possibile -si è chiesta l’interessata- prevedere un’adeguata videosorveglianza? Problemi simili c’erano anche al parco della Porada, ma con la videosorveglianza sono poi decisamente diminuiti». La replica è arrivata dal vicesindaco ed assessore alla Sicurezza, William Viganò: «Quando c’è un’urgenza, occorre rimanere in casa e chiamare la Polizia locale o il 112. Interventi al parco della Pace ne abbiamo realizzati tanti e la videosorveglianza, che c’è, è sempre stata utile. Purtroppo, a volte ci scontriamo anche con le difficoltà normative. È notizia di questi giorni l’arresto di una persona sospettata di furti nei negozi: solo che, prima di arrivare al provvedimento restrittivo, è stato necessario che gli venisse attribuita la responsabilità di undici colpi».
Sicurezza: attive sul territorio cittadino 156 videocamere

Viganò ha quindi evidenziato che «quando ci siamo insediati, le videocamere erano una settantina e non tutte funzionanti. Oggi sono 156 e tutte funzionanti. Il buco nella recinzione è una problematica che conosciamo, ma la competenza della riparazione è di Rfi. Torneremo a far presente l’esigenza». In proposito, il presidente del comitato di quartiere David Savoca ha aggiunto che «siamo disponibili a ricevere le segnalazioni dei cittadini e ad inoltrarle al Comune. Nel 2025 le nostre segnalazioni sono state 181».
Sicurezza: preoccupazione per la situazione del palazzo De Feo
Un altro residente ha invece rimarcato come le problematiche per la sicurezza derivino più o meno sempre dagli stessi personaggi, sottolineando che «servirebbe un controllo nelle unità abitative del palazzo De Feo di via Comina, che sta diventando terra di nessuno. Se in un appartamento ci sono persone in sovrannumero non domiciliate, andrebbero allontanate». Il vicesindaco, che nella serata ha presentato il nuovo progetto di Polizia di prossimità, ha assicurato sul punto che «gli interventi per la sicurezza urbana vengono fatti dalla Polizia locale. Se indispensabile per l’identificazione, la persona viene accompagnata a Monza in questura. Questo impegna due pattuglie, con quattro uomini, a volte anche per dieci o dodici ore. Con il risultato che, se l’individuo risulta irregolare, gli viene notificato l’invito a presentarsi per il decreto di espulsione, ma viene lasciato in libertà. Così, come usciamo noi dalla questura, alla fine esce anche lui». Un andazzo che, giocoforza, provoca scoramento nel personale in servizio.