La prossima settimana l’Amministrazione comunale di Lissone guidata dal sindaco Laura Borella porterà in Consiglio comunale il Pgtu, il Piano generale del traffico urbano. È il secondo provvedimento davvero “suo”, non ereditato da precedenti governi cittadini e, molto probabilmente, neanche condiviso tra i vari gruppi consiliari. Dopo la riqualificazione del piazzale degli Umiliati, per tutti la piazza del mercato, arriva ora un atto che tocca uno dei temi più sensibili della vita quotidiana: la mobilità.
Il piano del traffico in consiglio comunale: si vota l’idea di che città vuole essere Lissone
Una scelta che ha il sapore della coraggiosa esposizione politica. Il traffico, da sempre, è materia divisiva: ogni modifica genera reazioni, ogni intervento scontenta qualcuno. E portare un piano così strutturale a pochi mesi dall’avvio della campagna elettorale significa assumersi un rischio evidente. O il sindaco è incosciente – come qualcuno vorrebbe sussurrare con ironia – oppure è davvero convinta che il lavoro svolto sia solido, capace di raccogliere consenso e di mostrare una visione chiara della città che immagina.Il tema, del resto, non è neutro.
Negli anni ha scavato un solco profondo tra centrodestra e centrosinistra, prima con la Ztl (zona a traffico limitato) introdotta dall’allora sindaco Concettina Monguzzi e poi rimossa proprio da Borella. Dapprima con un provvedimento giudicato sperimentale, per giudicare in modo sereno i risultati, e poi diventato a tutti gli effetti definitivo, lasciando alle auto la possibilità di attraversare il centro cittadino. Il dibattito sul traffico e sulla mobilità è poi proseguito nelle sale della politica con il dibattito sulla riduzione della velocità a 30 km/h nelle strade del centro. Ogni scelta sulla mobilità è diventata un terreno di scontro identitario, più che tecnico.
Lissone, il Piano del traffico ha l’obiettivo di ridurre il traffico di attraversamento
Il Pgtu prova a uscire da questa logica. L’obiettivo dichiarato è rendere Lissone più vivibile, ridurre il traffico di attraversamento – quello degli automobilisti che non si fermano in città neanche per un caffè e la usano solo come corridoio per accorciare i loro spostamenti – e restituire al territorio una dimensione più equilibrata. Significa tentare di recuperare spazi, fluidità, sicurezza, ma anche di valorizzare le attività commerciali e produttive, che hanno anche ben altro tipo di problemi e che, tuttavia, hanno anche bisogno di visibilità e di potersi muovere con facilità. Esigenze diverse per le due categorie, ma entrambe soffrono quando le strade diventano solo linee di scorrimento.
È una scommessa politica e amministrativa: intervenire sulla mobilità per migliorare la qualità della vita, sapendo che ogni cambiamento richiede tempo, spiegazioni e capacità di ascolto. Bisognerà mettere nel conto anche critiche, perfino da chi non è politicamente schierato: ognuno di noi pensa prima alla propria strada e poi alle esigenze di tutta la città. La maggioranza dovrà difendere il piano, l’opposizione lo analizzerà con attenzione, i cittadini lo giudicheranno nei fatti. La prossima settimana non si discuterà solo di sensi unici, velocità o attraversamenti. Si discuterà della idea di città che Lissone vuole essere.