Lissone, il Piano del traffico alla prova del consiglio comunale

In consiglio comunale si discuterà l'idea della città del futuro: il sindaco a pochi mesi dalle elezioni di assume un rischio
Ztl Lissone
Ztl Lissone Gianni Radaelli

La prossima settimana l’Amministrazione comunale di Lissone guidata dal sindaco Laura Borella porterà in Consiglio comunale il Pgtu, il Piano generale del traffico urbano. È il secondo provvedimento davvero “suo”, non ereditato da precedenti governi cittadini e, molto probabilmente, neanche condiviso tra i vari gruppi consiliari. Dopo la riqualificazione del piazzale degli Umiliati, per tutti la piazza del mercato, arriva ora un atto che tocca uno dei temi più sensibili della vita quotidiana: la mobilità.

Il piano del traffico in consiglio comunale: si vota l’idea di che città vuole essere Lissone

Una scelta che ha il sapore della coraggiosa esposizione politica. Il traffico, da sempre, è materia divisiva: ogni modifica genera reazioni, ogni intervento scontenta qualcuno. E portare un piano così strutturale a pochi mesi dall’avvio della campagna elettorale significa assumersi un rischio evidente. O il sindaco è incosciente – come qualcuno vorrebbe sussurrare con ironia – oppure è davvero convinta che il lavoro svolto sia solido, capace di raccogliere consenso e di mostrare una visione chiara della città che immagina.Il tema, del resto, non è neutro.

Negli anni ha scavato un solco profondo tra centrodestra e centrosinistra, prima con la Ztl (zona a traffico limitato) introdotta dall’allora sindaco Concettina Monguzzi e poi rimossa proprio da Borella. Dapprima con un provvedimento giudicato sperimentale, per giudicare in modo sereno i risultati, e poi diventato a tutti gli effetti definitivo, lasciando alle auto la possibilità di attraversare il centro cittadino. Il dibattito sul traffico e sulla mobilità è poi proseguito nelle sale della politica con il dibattito sulla riduzione della velocità a 30 km/h nelle strade del centro. Ogni scelta sulla mobilità è diventata un terreno di scontro identitario, più che tecnico.

Lissone, il Piano del traffico ha l’obiettivo di ridurre il traffico di attraversamento

Il Pgtu prova a uscire da questa logica. L’obiettivo dichiarato è rendere Lissone più vivibile, ridurre il traffico di attraversamento – quello degli automobilisti che non si fermano in città neanche per un caffè e la usano solo come corridoio per accorciare i loro spostamenti – e restituire al territorio una dimensione più equilibrata. Significa tentare di recuperare spazi, fluidità, sicurezza, ma anche di valorizzare le attività commerciali e produttive, che hanno anche ben altro tipo di problemi e che, tuttavia, hanno anche bisogno di visibilità e di potersi muovere con facilità. Esigenze diverse per le due categorie, ma entrambe soffrono quando le strade diventano solo linee di scorrimento.

È una scommessa politica e amministrativa: intervenire sulla mobilità per migliorare la qualità della vita, sapendo che ogni cambiamento richiede tempo, spiegazioni e capacità di ascolto. Bisognerà mettere nel conto anche critiche, perfino da chi non è politicamente schierato: ognuno di noi pensa prima alla propria strada e poi alle esigenze di tutta la città. La maggioranza dovrà difendere il piano, l’opposizione lo analizzerà con attenzione, i cittadini lo giudicheranno nei fatti. La prossima settimana non si discuterà solo di sensi unici, velocità o attraversamenti. Si discuterà della idea di città che Lissone vuole essere.