In casa, a Brugherio, gli sono stati trovati oltre 7 chili di marijuana, ma il “grosso” era in provincia di Bergamo, in un capannone che aveva preso in affitto, dove gli agenti della Squadra Mobile di Monza hanno trovato una piantagione con quasi duemila piante di canapa.

A finire nei guai, un cittadino albanese di 43 anni domiciliato a Brugherio. Con lui è stato arrestato anche un connazionale di 40 anni, che avrebbe svolto il ruolo di custode del capannone e si sarebbe occupato di gestire la piantagione. Entrambi sono stati accusati di produzione e detenzione di droga a fini di spaccio.
Brugherio, la perquisizione disposta in un’indagine svolta a Bolzano
Tutto è partito da un decreto di una attività di perquisizione disposta dalla Autorità giudiziaria di Bolzano, nell’ambito di una maxi operazione condotta dalla Squadra mobile della locale Questura con il coordinamento della Procura della Repubblica di Trento Direzione Distrettuale Antimafia che ha coinvolto complessivamente 35 persone, compreso il 43enne domiciliato in Brianza, destinatario della misura dell’obbligo di dimora in quanto ritenuto partecipe, con il ruolo di “corriere”, di una strutturata associazione criminale con base operativa in provincia di Bolzano, dedita al traffico di cocaina e marijuana, destinate al mercato altoatesino.

In un locale adibito a ripostiglio dell’appartamento perquisito gli agenti della Mobile monzese hanno rinvenuto e posto sotto sequestro 7,3 kg di marijuana contenuti in 13 involucri termosaldati. Il 43enne è stato quindi arrestato in flagranza per detenzione a fini di spaccio.
Brugherio, la perquisizione in un capannone della Bergamasca con le serre e un altro arresto
Dagli approfondimenti condotti nel corso della perquisizione l’uomo è risultato essere intestatario di un contratto di locazione di un capannone in provincia di Bergamo, dove si sono recati gli agenti per una ulteriore perquisizione. Dietro un’apparente attività edilizia, nascosti da pannelli di cartongesso “appositamente realizzati”, è emersa un’area adibita ad attività illecita, dove sono stati rinvenuti e sequestrati ulteriori 28 kg di marijuana, 14 dei quali contenuti all’interno di diversi sacchi e altri 14, già pronti per essere imballati e commercializzati, in appositi essiccatori per piante.

Non è finita: al piano inferiore dello stabile i poliziotti hanno infatti scoperto altri due due locali, adibiti a serra, con impianto di illuminazione, irrigazione, ventilazione e deumidificazione per la coltivazione di 1920 piante di canapa. Rinvenuti e sequestrati un termo-saldatore, 9 vasche in plastica per l’irrigazione, lampade riscaldanti, materiale fertilizzante e numerosi involucri per il successivo confezionamento dello stupefacente.
In un locale, “adibito a temporanea dimora”, è stato rintracciato il 40enne, presunto custode della struttura, irregolare sul territorio nazionale. Incensurato, è stato a sua volta arrestato in flagranza per detenzione a fini di spaccio di marijuana e, in concorso con il connazionale, del reato di produzione della medesima sostanza illecita.
All’esito delle attività, svolte con il coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo e d’intesa con la Procura di Monza, i due arrestati sono stati tradotti nella Casa Circondariale di Bergamo, a disposizione della competente Autorità giudiziaria.