Dalla Bicocca all’Uganda: la sfida cooperativa per i bambini e l’oncologia

Un ponte tra Milano Bicocca e Uganda: il programma si chiama Prisma per le cure materno-infantili e oncologiche nel Nord del paese.
Laboratorio ricerca - foto DC Studio/Freepik
Laboratorio ricerca – foto DC Studio/Freepik

C’è un ponte che unisce medici e studenti di Medici di Milano Bicocca con l’Uganda. E c’è anche un forte legame tra l’Uganda e due fondazioni che hanno il cuore tra la Brianza e Como come la Fondazione Piero e Lucille Corti, la coppia di medici che da Carate hanno dedicato la vita alla realizzazione dell’ospedale di Lacor, e la Fondazione Ambrosoli con il Dr Ambrosoli Memorial Hospital.

Dalla Bicocca all’Uganda: la nuova idea

Ora questo legame si rinforza grazie al progetto Prisma, acronimo per (Prevenzione, ricerca e servizi integrati per la cura materno-infantile e oncologica), promosso dal centro di ricerca BReCHS (Bicocca Research center in health services) dell’Università di Milano-Bicocca e finanziato dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, attraverso l’Aics, Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, per un importo di 12.750.000 euro.

L’obiettivo, a partire da luglio e per i prossimi tre anni, è quello di migliorare l’accesso, la qualità e la continuità delle cure materno-infantili, neonatali e oncologiche nel Nord dell’Uganda, con particolare attenzione alle donne, ai bambini e alle popolazioni più fragili. Sette sono gli Enti e le istituzioni partner, tra cui l’Irccs San Gerardo dei Tintori, il Collegio universitario aspiranti medici missionari, Medici con l’Africa Cuamm, Fondazione Avsi, Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital, Fondazione Piero e Lucille Corti, Gulu University e Uganda Cancer Institute tutti coordinati dal Centro interdipartimentale BReCHS dell’università Bicocca nato due anni fa e che riunisce docenti e ricercatori di medicina e chirurgia, statistica e metodi quantitativi, economia e management, informatica, sistemistica e comunicazione (in alto immagine DC Studio/Freepik).

Dalla Bicocca all’Uganda: il target

Ogni ente offrirà il proprio contributo alla riduzione della mortalità nelle zone più vulnerabili nel Nord Uganda e migliorare la qualità delle cure. A beneficiare del progetto saranno oltre 500mila persone, tra cui le donne per la prevenzione delle gravidanze precoci, l’assistenza alle vittime di violenza di genere, la promozione della salute, il supporto alle madri durante l’allattamento.

In campo oncologico saranno implementati gli screening per la diagnosi e la cura dei tumori femminili e nei bambini (linfoma di Burkitt), in raccordo con l’Uganda Cancer Institute di Gulu.

«Questo progetto – spiega il direttore del Centro BReCHS, Giorgio Vittadiniè l’esempio di cosa voglia dire una sussidiarietà in atto che permette lo sviluppo. È un passo avanti non solo dal punto di vista del contenuto ma anche del metodo che si fonda sulle relazioni fra realtà diverse: pubblico e privato, istituzionale e terzo settore, enti italiani e africani».

Dalla Bicocca all’Uganda: gli obiettivi

Delle organizzazioni della società civile che hanno una forte storia con il territorio ugandese parla Marco Riccardo Rusconi, monzese oggi a capo dell’Aics, Associazione italiana per la cooperazione allo sviluppo: «La cooperazione italiana può contare in Uganda su una presenza storica e diffusa, costruita nel tempo dalle Organizzazioni della società civile, dai missionari e dalle missionarie che hanno saputo creare relazioni e competenze radicate nei territori. Con Prisma accompagniamo il Paese e al contempo contribuiamo a rafforzare ambiti di medicina specialistica, inclusa l’oncologia».
«Meno frammentazione, più alleanze tra implementatori e maggiore capacità di generare risultati misurabili per le comunità sono le nuove linee della cooperazione italiana», ha poi concluso.

L'autore

Il primo articolo a 13 anni e non ho più smesso. Al Cittadino dal 1992 ho scritto po’ di tutto con un amore incondizionato per Parco e Villa reale. Leggo molto e sono nella giuria del Premio Brianza.
Mi piace raccontare storie e possibilmente buone notizie. Le mie buone notizie sono i miei quattro figli e la nipotina!