Per cinquant’anni in via Volta a Monza è stato l’approdo sicuro di tanti ciclisti. Una ruota bucata, i freni da revisionare, un cambio che fa i capricci. Alfiero Di Lorenzo in poco tempo ti rimetteva in strada: «È pronta oggi pomeriggio. La venga a ritirare subito che qui c’è poco spazio», era la sua frase di rito.
Monza, stop per i meccanici del ciclismo di via Volta: i cimeli al Museo della bicicletta di Concorezzo
Oggi invece il suo negozio in via Volta ha chiuso, pochi giorni per imballare decine di scatoloni che racchiudono la storia del ciclismo monzese e italiano.
Lui e il fratello Gianni Di Lorenzo sono stati corridori e gli ultimi produttori di biciclette da corsa in città e hanno decine di aneddoti da raccontare.
Gran parte dei cimeli raccolti finiranno al Museo della Bicicletta di Concorezzo perché restino patrimonio di tutti. La storia dei due fratelli, 76 e 78 anni, parte da molto lontano: il papà Arturo, classe 1922, ex corridore ai tempi di Coppi, Bartali e il monzese Fiorenzo Magni, apre il suo primo negozio in via Rota, poi si sposta in via Manara per approdare cinquant’anni fa in via Volta.
Monza, stop per i meccanici del ciclismo di via Volta: i mostri sacri da Coppi a Bugno
I figli sono cresciuti a pane e biciclette, abituati a incrociare i mostri sacri del ciclismo, compreso Coppi per cui si preparava un ritorno nella squadra della San Pellegrino con Bartali come direttore sportivo e papà Arturo come meccanico.
«La morte improvvisa di Coppi– raccontano i fratelli – mise fine al sogno di vedere i due rivali nella stessa squadra».
I primi anni Sessanta segnano il debutto in sella di Gianni e Alfiero. Alfiero resta dilettante e nel 1971 ha la soddisfazione di battere Moser ai campionati italiani delle Forze Armate.
Gianni invece diventa professionista: «Ho corso per Bianchi, alla Molteni il mio capitano era Eddie Mercks ed io un giovane gregario, poi alla Brooklyn e alla Magniflex. Un brutto incidente al ginocchio e tre interventi hanno segnato la mia carriera».
Monza, stop per i meccanici del ciclismo di via Volta: la carriera da meccanico di Gianni Di Lorenzo
Appesa la bicicletta al chiodo è iniziata per lui una carriera da meccanico accanto ai più grandi campioni. Al primo posto mette il monzese Gianni Bugno:
«Con le nostre biciclette fummo i primi a credere in lui – racconta – c’è una sua foto davanti a Villa Reale con la maglia Di Lorenzo-Supermercati Brianzoli. In quegli anni realizzavamo le bici per il reparto corse di Atala e l’ho presentato io al direttore sportivo che lo ha messo sotto contratto. L’Italia impazziva per lui. Avevo capito subito che era un fuoriclasse».
Monza, stop per i meccanici del ciclismo di via Volta: Chiappucci e Pantani
Altri nomi del ciclismo italiano si sono affidati alle mani esperte di Gianni Di Lorenzo come Chiappucci e Pantani ai tempi in cui correvano entrambi in Carrera.
«Passammo un mese insieme per la preparazione a Palma di Majorca – racconta Gianni – Marco Pantani voleva imparare, si vedeva che aveva carattere, era fortissimo in salita. Il giorno in cui è stata data notizia della sua morte non posso dimenticarloa. Stavamo lavorando per recuperarlo, avevamo pensato anche al nome della squadra “Style”. Preferisco ricordarlo da ragazzino».
Monza, stop per i meccanici del ciclismo di via Volta: Nibali e le belle parole di Bugno
Gli ultimi anni sono quelli come meccanico di Nibali alla Liquigas: «Che emozione la sua vittoria alla Vuelta», conclude Di Lorenzo. Il campione del cuore per i fratelli Di Lorenzo è Gianni Bugno che passava spesso in negozio. «Non sono stato solo il suo meccanico – conclude Gianni – ma anche l’amico e il confidente. Lui non si è mai dimenticato di noi e ci ha dedicato belle pagine nel suo libro».