A rieccoci.
Mentre qualcuno si esercita con le coincidenze e altri scoprono il calendario solo nei giorni “giusti”, noi continuiamo ostinatamente a fare il nostro lavoro. È vero, hanno aspettato la scadenza per la visita “annuale”.
Peccato che il concordato fosse già depositato sabato: dettaglio noioso, ma decisivo. Segno chiaro di una volontà precisa: far sopravvivere Il Cittadino, grazie a nuove risorse e altri quattro mesi di amministrazione controllata affrontati senza scorciatoie. E intanto, lontano dal frastuono, la carta parla. “Letta l’istanza depositata in data 15.1.2026… udita la relazione del Giudice relatore… acquisito il parere favorevole del Commissario Giudiziale”.
Traduzione per i non addetti ai lavori: il percorso regge, il piano c’è, i progressi sono concreti.
Il piano concordatario è stato depositato nei termini, i creditori non vengono danneggiati e le misure protettive vengono prorogate fino al 15 maggio 2026. Nel frattempo noi la notizia la diamo lo stesso, anche quando è scomoda, anche quando qualcuno sperava nel silenzio.
Perché facciamo un altro mestiere. E mentre il leone del ponte continua a ruggire nonostante gli acciacchi, Il Cittadino continua a scrivere.
Il comunicato della Guardia di Finanza di Monza
“Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza Monza Brianza stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal G.I.P. presso il Tribunale del capoluogo su richiesta della Procura della Repubblica di Monza, nei confronti di Davide Erba (anni 45), imprenditore brianzolo operante nel settore dell’editoria, proprietario di una storica testata giornalistica di Monza, nonché di Lorenzo Rigoni (anni 42) e Diego Zerri (anni 59) professionisti – consulenti fiscali, gravemente indiziati per aver consentito a numerosi imprenditori di frodare il Fisco mediante l’utilizzo indebito di crediti di imposta inesistenti, in compensazione ad ingenti debiti tributari pari ad oltre 4 milioni di euro. Il provvedimento cautelare viene eseguito in carcere per l’imprenditore brianzolo (attualmente all’estero), mentre è degli arresti domiciliari per i due consulenti che vengono sottoposti anche a misure di interdizione allo svolgimento della professione di commercialista ed avvocato.
Contestualmente, i Finanzieri stanno dando esecuzione nella provincia di Monza e della Brianza e nelle province di Milano e Novara anche ad un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dalla medesima Autorità Giudiziaria, finalizzato alla confisca sia diretta che per equivalente di beni per 300.000 euro, pari ai compensi illeciti percepiti dai professionisti. Il provvedimento custodiale scaturisce da un’attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza e svolta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Monza che ha consentito di ricostruire un articolato sistema di frode che descrive un’associazione per delinquere ideata e promossa dai due professionisti, in stato di arresto, che si sono prestati all’imprenditore brianzolo e ad altri 13 imprenditori titolari di aziende in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, in modo sistematico e reiterato nel tempo, affinché questi potessero accedere indebitamente ai benefici di crediti d’imposta falsi.
Il sodalizio criminale, per il tramite di una società di consulenza con sede a Milano e riconducibile ai due professionisti, offriva alle aziende in sofferenza economica e con ingenti debiti tributari, un “pacchetto fiscale” che garantiva loro la possibilità di abbattere il debito attraverso l’utilizzo di crediti d’imposta fittizi creati ad arte e riconosciuti per la somministrazione di “corsi di formazione 4.0”, in realtà mai sostenuti.
Più in particolare, le certificazioni attestanti il predetto beneficio fiscale non spettante venivano sistematicamente certificate da un revisore legale compiacente che, dietro generoso compenso e in associazione con i due consulenti fiscali, forniva il “via libera” per l’utilizzo del credito inesistente, rendendosi responsabile, unitamente agli arrestati, anche di condotte di natura corruttiva.
Complessivamente sono stati denunciati 14 imprenditori per la condotta di dichiarazione fiscale fraudolenta e 3 professionisti per indebita compensazione di debiti tributari mediante l’utilizzo di crediti d’imposta inesistenti pari ad oltre 4 milioni di euro. Questi ultimi sono stati deferiti altresì per il reato di corruzione in ragione di atti contrari ai doveri d’ufficio e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative. Sono state, infine, sequestrate le quote societarie dello studio di consulenza milanese e beni e disponibilità finanziarie per 300.000 euro.
L’azione di servizio, svolta in stretta sinergia con l’Autorità Giudiziaria, sotto la direzione ed il coordinamento del Comando Provinciale Monza Brianza, testimonia l’impegno quotidianamente profuso dal Corpo, quale presidio della sicurezza economico-finanziaria, ai fini dell’individuazione delle grandi evasioni e frodi fiscali costituenti un grave ostacolo al corretto sviluppo economico del Paese e della conseguente aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati, per restituirli a beneficio della collettività”.