Arte: la Milanesiana per la prima volta a Monza con le visioni di Vanni Cuoghi
La Milanesiana a Monza: Vanni Cuoghi, Monolocali, Apnea

Arte: la Milanesiana per la prima volta a Monza con le visioni di Vanni Cuoghi

“La Milanesiana” di Elisabetta Sgarbi debutta a Monza: dal 5 luglio al 20 luglio alle Argenterie reali (gli spazi dietro il teatrino della Reggia) con In Apnea di Vanni Cuoghi.

Sono piccoli teatri in scatola nati per rinchiuderci pensieri, intuizioni, ricordi, immagini. Diventati emblematici dopo oltre tre mesi di chiusura forzata tra le pareti domestiche condivisa da (quasi) tutti.

I “monolocali” di Vanni Cuoghi escono dallo studio dell’artista per prendere casa alla Villa reale di Monza. E lo fanno in un’occasione speciale: per la prima volta la città e la Reggia diventano un capitolo di La Milanesiana, la grande manifestazione culturale e artistica diretta da Elisabetta Sgarbi che, edizione su edizione, ha conquistato spazi, tempo e non rinuncia nemmeno nell’anno del Covid-19.

Succede grazie alla collaborazione con M.Ar.Co, Monza arte contemporanea, fondata da Maurizio Caldirola: l’associazione insieme al Consorzio Villa reale hanno programmato una personale di Cuoghi che allaccia le Argenterie reali (gli spazi dietro il teatrino della Reggia) e prepara il campo agli appartamenti dei Savoia per l’autunno.

«Il tema di questa ventunesima edizione è stato scelto da Claudio Magris ed è “I colori”. Mai tema è stato in più aperta contraddizione con i tempi che stiamo vivendo, e mi sembra in assoluta continuità con “La speranza”, tema della scorsa edizione: direi che ne è una manifesta continuazione. I colori - e la luce che li anima - sono la forma della vita, emblema delle sue infinite sfumature e differenze, che si specchiano nella varietà dei saperi e delle forme espressive che attraversano la Milanesiana, che è “letteratura musica cinema scienza arte filosofia teatro diritto economia”. Buona Milanesiana, dunque, che viaggia in Italia e si colora dei luoghi che tocca», ha detto Elisabetta Sgarbi presentando il programma del 2020.

La Milanesiana a Monza: Vanni Cuoghi, Monolocali, Apnea

La Milanesiana a Monza: Vanni Cuoghi, Monolocali, Apnea

Quando, allora: dal 5 luglio al 20 luglio, con l’artista e la critica d’arte Chiara Gatti all’apertura.
“L’associazione risponde all’invito della Milanesiana proponendo la mostra di un artista di fama internazionale come Vanni Cuoghi” che occupa per ora una prima sede, scrive M.Ar.Co., associazione che ha come obiettivo statutario “la diffusione e una migliore comprensione nel grande pubblico dell’arte contemporanea”.

“Apnea”, dunque, un progetto basato sui “monolocali” nati per un’esposizione realizzata dall’artista a Hong Kong nel 2019 sottolineando soprattutto “il suo rapporto con lo spazio” che “ci sembra interessante in confronto con l’esperienza, comune a molte persone, appena vissuta durate il lockdown degli scorsi mesi. Dal 2015 l’artista ha iniziato a creare una serie opere intitolate ’monolocali’, scatole rettangolari di vario formato che riproducono lo spazio convenzionale di una stanza entro cui si muovono i protagonisti delle sue narrazioni pittoriche. I primi, contrassegnati da numeri progressivi, contenevano evidenti riferimenti biografici, tracce delle sue esperienze giovanili che, a distanza di anni, ritornavano sotto forma di frammenti di memorie legate ai luoghi in cui aveva vissuto”.

La Milanesiana a Monza: Vanni Cuoghi, Monolocali, Apnea

La Milanesiana a Monza: Vanni Cuoghi, Monolocali, Apnea

Alle spalle ci sono gli anni di studio all’accademia di Brera, quelli vissuti in piccoli appartamenti in periferia che si sono trasformati in una condizione esistenziale. “Gli ambienti ristretti, i compromessi della convivenza e le inevitabili economie di una vita da studente, libera ma pur sempre vincolata, hanno acuito la sua percezione dell’unità abitativa come spazio autonomo e funzionale”.

E così la pittura ha adottato la terza dimensione per aggiungere prospettiva fisica e non solo percettiva al racconto e allo stesso tempo per inscatolare i racconti e i “fotogrammi” che li costituiscono: “Con i monolocali la pittura di Cuoghi assume una dimensione oggettuale, concreta, che invita lo spettatore a indagare l’immagine come se si trattasse di una creazione plastica in cui realtà e illusione si fondono senza soluzione di continuità.”.

Le sorprese della giustapposizione di figure ed elementi, il gioco, gli scorci improvvisi o “l’errore fecondo”, scrive ancora l’associazione, “in cui lo spazio illusorio e quello reale scivolano l’uno nell’altro senza soluzione di continuità”.
Cortocircuiti come le “interferenze” che il direttore della Reggia, Piero Addis, ha progettato da tempo negli appartamenti reali, contaminando di volta in volta gli spazi dei Savoia - alteri e maestosi - con opere di arte contemporanea e che forse, tra qualche mese, troveranno nuovo fiato grazie ancora alle opere di Vanni Cuoghi. L’artista dall’ottobre del 2015 è titolare della cattedra di tecniche pittoriche presso l’accademia di belle arti Aldo Galli di Como. Tra gli ultimi progetti espostivi, nel 2016 è stato alla Labs Gallery di Bologna con una doppia personale con Marcel Dzama, poi per l’azienda Fedrigoni ha realizzato nove cards in vendita nei negozi Fabriano Boutique di tutta Italia. Quindi “Da Cielo a Terra”, al Museo Ebraico di Bologna, la personale del 2017 al Museo Francesco Messina di Milano “The Invisible Sun” (la mostra è progettata apposta per lo spazio e propone una riflessione sul disegno come linguaggio autonomo), e infine nel 2018, in collaborazione con lo studio Nava-Arosio e Tessuti Rubelli, dipinge quattro poltrone Pila47 che sono state esposte alla Rotonda Appiani nella Villa reale di Monza. A fine maggio del 2019 ha aperto “The eye of the Storm”, una mostra personale a Hong Kong.


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