Boxe: Andrea Hoz  e l’idea tricolore dei Supermassimi
Boxe: Andrea Hoz con l’allenatore Damiano Migale

Boxe: Andrea Hoz e l’idea tricolore dei Supermassimi

Prossima tappa i campionati italiani. La storia di Andrea Hoz, 22enne pugile di Monza in forza alla Pro Sesto Boxe, già due volte campione regionale dei supermassimi.

La prossima settimana affronterà i campionati italiani. Andrea Hoz, 22enne pugile monzese in forza alla Pro Sesto Boxe, si presenterà all’appuntamento forte del suo titolo di campione regionale dei supermassimi, vinto per la seconda volta all’inizio di aprile.
Studente della facoltà di Scienze Motorie all’Università Cattolica del Sacro Cuore, un metro e novantotto di altezza per 105 chili di peso, ha letteralmente bruciato le tappe sul ring.

Boxe: il monzese Andrea Hoz con la medaglia dei campionati regionali

Boxe: il monzese Andrea Hoz con la medaglia dei campionati regionali

La sua storia sportiva, però, è iniziata lontano dal mondo del pugilato. Il papà Giovanni (ex pilota degli anni ’70) gli ha fatto provare, a cinque anni, un kart, ma Andrea, che già da piccolo aveva una bella stazza, nei kart per i bambini della sua età proprio non riusciva ad entrare. E col passare dei mesi lui cresceva più dei kart che poteva guidare, ragion per cui ha dovuto dire presto addio alle corse. Ma fermo proprio non poteva stare e così si è dato al calcio ricoprendo il ruolo di portiere in diverse squadre: La Dominante, Brugherio, Pro Lissone. Tra i pali ci sapeva fare. Complice il suo fisico, aveva reso la sua porta inviolabile tant’è che è stato notato da diversi osservatori che gli hanno fatto sostenere dei “provini” nelle formazioni giovanili di squadre di altissimo livello.

Gli unici problemi, se così si può dire, li ha avuti il papà Giovanni che prima di ogni partita doveva immancabilmente dimostrare ad arbitri e commissari di campo, documenti alla mano, la reale età del figlio che sembrava molto più grande di quel che era.

Poi in Andrea Hoz è sopraggiunta la voglia di cambiare e dopo un anno sabbatico e una trentina di chili di troppo il giovane ha voluto provare uno sport diverso, più duro, più di contatto. Scartato il rugby - che in molti gli avevano consigliato - ha optato per il pugilato, una disciplina intensa e faticosa che lo avrebbe aiutato anche a perdere peso.

Si è subito messo alla prova in una palestra di Vedano al Lambro e dopo qualche mese si è reso conto di poter migliorare ulteriormente le sue prestazioni. Era necessario, però, trovare un club dove si potesse praticare il pugilato a livello agonistico. La buona sorte lo ha assistito: è approdato alla Pro Sesto Boxe nella vicina Sesto san Giovanni, alla corte dell’allenatore Damiano Migale che ha creduto in lui e lo ha trasformato in breve tempo in un campione.

Il giovane ha dovuto rivedere le sue abitudini alimentari, sottoponendosi a una dieta ferrea, ha rinunciato a molti divertimenti tipici della sua età e continua ad allenarsi con impegno e spirito di abnegazione, dal lunedì al venerdì e talvolta anche il sabato. I risultati, però, lo ripagano di tanta fatica. «La boxe non è solo sport, ma uno stile di vita: disciplina e impegno», dice.

Ora si sta preparando per il campionato italiano. Lo scorso anno era salito sul gradino più basso del podio ma quest’anno un pensierino per la vittoria non lo nasconde.

Anche se mamma Patrizia, primario di pediatria all’ospedale di Vimercate, più volte gli ha detto: “Ma se proprio ti piacciono gli occhi neri ci penso io senza bisogno di salire sul ring!”.


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