Fai Run: una corsa tra parco e autodromo per scoprire la loro storia
FaiRun: foto di gruppo peri i ciceroni del liceo linguistico Carlo Porta (Foto by Fabrizio Radaelli)

Fai Run: una corsa tra parco e autodromo per scoprire la loro storia

Quante ne sapete davvero di parco e autodromo? Per scoprirlo non c’è niente di meglio di una corsa (non competitiva) con il Fai, il Fondo per l’ambiente italiano. È la Fai Run, il 12 giugno: tutto quello che occorre sapere

Se dovesse indicare l’esperienza più entusiasmante della sua lunga carriera di progettista Ambrogio Daelli, geometra monzese, 86 anni portati con disinvoltura, non avrebbe dubbi. Nel 1955 fu chiamato da Aci a sovrintendere al cantiere per la realizzazione della sopraelevata in autodromo.

«Sei metri e venti d’altezza, una pendenza dell’80% - racconta - un’opera di ingegneria unica, il risultato della ricerca continua dell’uomo verso il nuovo e l’infinito». Aci e le case automobilistiche cercavano in quegli anni un “teatro” in Italia per combattere, con una pista unica, lo strapotere americano di Indianapolis. La scelta cadde su Monza e sul suo circuito che, dal 1922, aveva già subito diverse modifiche e rappresentava il momento della riscossa del dopoguerra.

Ambrogio Daelli

Ambrogio Daelli
(Foto by Fabrizio Radaelli)

«Cento giorni di cantiere da marzo ad agosto del 1955 -ricorda Daelli- con gli operai che allora portavano solo il cappellino per ripararsi dal sole e spostavano il materiale su carriole». A più di sessant’anni da allora Daelli ricorda chi su quella pista si scatenò come Piero Taruffi che era pilota, ma anche ingegnere e qui provò nel 1957 la “bisiluro”. Ricorda anche i problemi tecnici che emersero in seguito e che portarono ad abbandonare quella pista. «Quella sopraelevata è parte della storia dell’autodromo- dice- e con poca spesa potrebbe essere rimessa in sicurezza e forse utilizzata di nuovo. È una struttura capace ancora oggi di creare emozioni, valore economico e attrazione turistica. Salviamola».

È una delle storie che si potranno scoprire con la Fai Run, tra dieci giorni: sono tante le curiosità che si legano alla storia del parco del Novecento, messe in luce dal Fondo per l’Ambiente Italiano di Monza e Brianza che alla storia del parco e dell’autodromo dedica la seconda edizione della Fai Run. L’appuntamento per “scendere in pista” e correre contando solo sul proprio fiato e le proprie gambe è per domenica 12 giugno con ritrovo alle 10 in viale Mirabello, in prossimità del prato del Roccolo. Quest’anno la corsa non competitiva di 5 e 10 chilometri che vede il nostro giornale come media partner si svolge all’interno del Monza Sport Festival, la 41 edizione dell’evento dell’Unione società sportive monzesi - Ussmb.

C’è stato un momento - come il giornale ha ricordato settimana scorsa - nella storia del parco di Monza in cui si ipotizzò la costruzione di uno stadio proprio accanto alla Villa reale, nell’area ora occupata dal parcheggio di porta Monza. Era il 1934 e il regime fascista aveva affidato all’architetto Luigi Bartesaghi la progettazione dell’impianto oltre che di un enorme complesso di piscine in stile littorio. Ma le storie da scoprire sono tante.

«Il tracciato della Fai Run di quest’anno- spiega la presidente della delegazione monzese Elena Colombo- tocca i luoghi più significativi e storici di parco e autodromo: il viale Mirabello, il Rondò della Stella, il Bosco Bello, il Roccolo, il Serraglio dei Cervi, i circuiti tra il 1922 e il 1955, l’ex ponte Campari, il Circuito Florio, la Pista Pirelli, la Sopraelevata, il monumento a Fangio, i vecchi box, l’ex Palazzo Esposizioni».

Le iscrizioni sono già aperte sul sito mysdam.it e ritiro pettorali domenica fino a 15 minuti prima della partenza (alle 10)insieme ad un ricco pacco gara offerto dagli sponsor. Oltre alla corsa, dalle 10 alle 18 la Delegazione Fai Monza organizza visite guidate (a offerta libera) alla scoperta degli elementi storici del parco e dell’autodromo che, realizzato 93 anni fa, ha dialogato con esiti alterni con i principali elementi del parco storico, progettato dall’architetto Luigi Canonica. A fare da ciceroni ci saranno gli Amici dell’autodromo, i volontari del Fai e i ragazzi della terza B del liceo linguistico Porta di Monza che, guidati dall’insegnante Alessandra Cerret. FAIrun è realizzata con il patrocinio e la collaborazione del Comune, del Consorzio e dell’autodromo, il Cittadino media partner.


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