Vimercate, il ricordo di Pino Motta: «La politica era la sua vita. Voleva prendersi cura della comunità»
Vimercate: Pino Motta (Foto by Michele Boni)

Vimercate, il ricordo di Pino Motta: «La politica era la sua vita. Voleva prendersi cura della comunità»

Savino Bosisio, Paolo Brambilla, Roberto Rampi e Articolo Uno lo ricordano a pochi giorni dalla sua morte. I funerali si sono svolti venerdì 24 settembre

È ancora grande la commozione per la scomparsa dell’ex consigliere e assessore vimercatese Giuseppe Motta per tutti più semplicemente Pino. Venerdì 24 settembre si sono svolti i funerali nella chiesa di Velasca gremita di persone e amici. Mentre mercoledì 22 settembre la sua figura è stata ricordata in consiglio comunale dai consiglieri di centrosinistra Vittoria Gaudio e Mariasole Mascia ed è stato osservato un minuto di silenzio. In queste ore il nostro giornale ha ricevuto diverse lettere per ricordare Motta.

Savino Bosisio: «Mi mancheranno le tue telefonate quotidiane». La prima testimonianza arriva dal presidente dell’Anpi Savino Bosisio che scrive: «Non ci sono parole caro amico Pino, hai preso la tua bici e sei partito. Sei andato via e hai lasciato un enorme vuoto dentro noi. Sei andato via in poco tempo.. e se dovremo rassegnarci al fatto che non ti rivedremo più ogni giorno, in ogni occasione dove si parlerà di cose concrete, di come migliorare la città, il paese, l’Italia, il tuo ricordo non mancherà mai.Perché l’impegno politico e sociale che hai sempre dato a questa comunità, alla tua frazione e alla nostra città di Vimercate non si potrà dimenticare. Anche grazie a te la passione per la politica e per i nostri valori sono cresciuti, nel corso degli anni.

Per me sei stato un caro amico, un compagno di lotte e di vita. Mi mancheranno le tue telefonate quotidiane per scambiarci idee e opinioni sul da farsi, ma anche passare il tempo con te, uscire, ridere insieme ascoltando le tue barzellette è stato bellissimo.

La battaglia sul divorzio vinta nel 1974 ti cambia la vita, il tuo impegno politico, sociale e di partecipazione si intensifica.Si vincono le elezioni a Vimercate e Pirovano primo sindaco comunista della città ti chiama a fare l’assessore ai servizi sociali. La passione ti porta assieme ad altri compagni a organizzare la Festa dell’Unità anche qui a Velasca...una delle piu belle Feste della zona. Tanta solidarietà e tanta partecipazione..... dove iscritti e simpatizzanti davano il loro contributo...con tua moglie Marinella, Luciano, Felice, Paolo, Ines, Adriana....sempre presenti...E tu Pino eri allo stand della ruota una specie di lotteria istantanea...ma quante biciclette hai fatto vincere ?

Sei stato poi un bravo amministratore sia con Enrico Brambilla che con Paolo Brambilla.Ma terminata la vita amministrativa hai continuato quella politica e sociale. Antifascista, da sempre iscritto all’ANPI presenziavi a tutte le iniziative e cerimonie commemorative non ultima quella del 25 aprile nel giro pomeridiano in bicicletta tra le vie cittadine per l’inaugurazione dei pannelli dedicati ai martiri vimercatesi che in una citta medaglia d’argento al valor civile era per te un dovere partecipare.

Vimercate perde una persona per bene di una straordinaria umanità un comunicatore. Una persona splendida e coraggiosa. Eri orgoglioso dei tuoi ideali e dei tuoi valori.Sei andato via e hai lasciato un enorme vuoto dentro di me ma ricordati che la vera amicizia rende inseparabili. Buona pedalata...ciao Pino».

Paolo Brambilla: «Per lui prendersi cura della comunità significava schierari». Un altro ricordo lo racconta l’ex sindaco Paolo Brambilla che scrive: «Quando sedetti trent’anni fa, per la prima volta, sui banchi del Consiglio Comunale di Vimercate, Pino Motta era per me, giovane matricola, il prototipo del comunista.

O meglio, Pino mi richiamava nell’immaginario Peppone, a ricalcarne un po’ l’icona anche nel fisico, oltre che nei modi, che a lungo negli anni a seguire gli ho visto assumere nell’approccio burbero e concreto, ma insieme dolce e sensibile, al ruolo di amministratore di una cittadina di provincia, con i profili della sua Velasca, e poi di Vimercate, invece di quelli della pianura di Brescello.

Ma la semplicità del rapporto con la sua gente, con i suoi piccoli problemi quotidiani, le aspettative ed i fermenti di una comunità ma anche le tensioni, gli scontri: beh quelli sono stati uguali a quelli che abbiamo visto svolgersi in tanti film. Per Pino quello era il senso vero del suo svolgere un ruolo pubblico politico e amministrativo, con la premura e la cura dovuti a qualcosa di prezioso, da affrontare con il coraggio di una responsabilità da assumere ogni volta in prima persona. Per Pino prendersi cura della comunità in cui viveva significava prendere parte. Schierarsi.

E la scelta di dove farlo era sempre per lui da svolgersi ponendosi dalla parte di chi nel contesto sociale, economico, culturale, politico aveva un peso piú debole. E non con una vocazione alla mera testimonianza, che assolve la propria coscienza, ma non cambia le cose. No, l’approccio era quello disincantato e pragmatico dell’uso virtuoso del potere. Quello buono, quello che i cittadini attribuiscono ai loro rappresentanti, per un tempo definito, impegnandoli a perseguire il bene comune

Pino era un politico vero. Avvezzo all’uso degli strumenti della politica, a volte anche delle sue durezze. Che quando succedeva, interpretava sempre mettendoci la faccia. Perché quello che Pino non sopportava erano gli equilibrismi, le ambiguità, il nascondersi. In politica, ma anche nei rapporti umani e personali. Per Pino, l’insieme dei suoi valori di riferimento era guida per l’esercizio del dovere di discernere dove stava il lato giusto delle cose. Da individuare con un pieno esercizio della propria responsabilità.

Ma se c’é un lato giusto delle cose, di converso c’è n’é almeno uno sbagliato, e per Pino esisteva altrettanto forte il dovere di dirlo. A volte a muso duro.

Ma era pure pienamente consapevole delle necessità delle sintesi, dell’addivenire a ricercare il massimo consenso e condivisione, anche quando era difficile. A partire da chi stava dalla sua parte, nella ricerca di una solidarietà di schieramento, ma non fermandosi li, per ricercare un “di piú” con tutti, un più alto comune denominatore. Per rispetto dei principi democratici, per rispetto delle Istituzioni.

Da Pino, se devo scegliere uno tra i tanti doni e insegnamenti che ne ho avuto, condivido con voi quello della fedeltà e della generosità con cui affrontava gli impegni. I pomeriggi spesi nelle campagne elettorali, le serate seduti accanto in Giunta e in Consiglio Comunale, la dedizione con cui ha servito in tanti modi la nostra città e le sue istituzioni. La discrezione e l’empatia con la quale ti veniva a suggerire quello che riteneva un errore, una debolezza, o una forzatura.

Poi Pino é stato, verrebbe da dire soprattutto, un amico.In fondo, lo é stato per tutti qui, in un modo o nell’altro. Credo che ognuno di noi se ne porti un pezzo dentro, intimo e personale, di questa amicizia. Io mi porto a casa, custodendolo gelosamente, il mio frammento, che ho avuto il privilegio di avere in dono da lui, per tanto, tanto tempo. Da sembrarmi oggi così grande da essere in grado di lenire il dolore infinito di un saluto. Ciao Pino. E vai tranquillo, che di roba qui ne hai seminata tanta. Che in fondo, è quel che conta veramente»

Roberto Rampi: «Hai messo passione in ogni momento». Non manca poi l’intervento del senatore Pd Roberto Rampi che postando delle foto in compagnia di Motta dichiara: «Qualche immagine che attraversa il tempo. Ma sarebbero migliaia. E vorrei averne di noi in giro con auto e altoparlanti. O ad attaccare manifesti. Delle prime riunioni di Consiglio Comunale. Del viaggio a San Giovanni in Persiceto. Pino Motta è stato una pietra angolare. Ha attraversato momenti di grande gioia e anche tante difficoltà. Ha messo passione enorme in ogni momento, in ogni salita e discesa, in ogni curva. Quel suo cappello grande, quel suo desiderio di capire la prossima. Di “metter giù le trappole”. Ti ho voluto un bene speciale perché sei stato davvero unico».

Articolo Uno: «Per Pino la politica è stata la vita». E poi Articolo Uno l’ultimo suo partito dopo aver cominciato la sua carriera politica nel Pci passando poi nei Ds, Psd e Pd.«Con grande dispiacere apprendiamo della scomparsa, questa mattina, del compagno Pino Motta. Per Pino la politica è stata la vita e fino all’ultimo ha partecipato attivamente anche a questa campagna elettorale. Un affettuoso abbraccio a Marinella e Patrizia da parte di tutti noi. Ciao Pino» ha fatto sapere Articolo Uno di Vimercate.


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