Sanremo, Mattia Muratore accusa: «Cara Rai, con Donato Grande un’altra occasione persa»
Mattia Muratore dal presidente Mattarella

Sanremo, Mattia Muratore accusa: «Cara Rai, con Donato Grande un’altra occasione persa»

Un’occasione persa per parlare di disabilità con una narrazione diversa: ne è convinto Mattia Muratore, avvocato e campione di weelchair hockey, a proposito della presenza di Donato Grande a Sanremo.

L’incontro tra Amadeus, Zlatan Ibrahimovic e Donato Grande, atleta di Powerchair Football, sul palco dell’Ariston giovedì 4 marzo, non è piaciuto a Mattia Muratore campione arcorese di hockey in carrozzina. Soprattutto l’avvocato brianzolo non accetta alcune parole spese dai due conduttori del Festival di Sanremo e anche certi atteggiamenti del duo dei presentatori.

Infatti Grande e Ibrahimovic fanno qualche passaggio con la palla e Muratore sottolinea che «partendo dal presupposto che Donato, per ovvie ragioni, non può alzarsi in piedi e palleggiare con te, Zlatan, presentati tu sul palco seduto su una carrozzina da gioco come la sua e passatevi la palla! Te ne fai prestare una per 5 minuti e tac. Il gioco è fatto. Sarebbe bastata quell’immagine per cambiare il volto dell’incontro. Non solo non succede ma, come se non bastasse, Ibra se ne esce con una perla atomica tipo “passi la palla quasi meglio dei miei compagni” dando così, in un colpo solo, dell’imbranato a Donato e dell’handicappato a tutti i giocatori del Milan. Non era facile. Chapeau».

Altro tema che ha infastidito Muratore riguarda le barriere architettoniche. « Amadeus, testuali parole, dice: “...solamente il 5% dei parchi gioco sono adatti alle esigenze dei bambini portatori di handicap”. Tralasciando un attimo il “portatori di handicap” che gia di per sé mette i brividi...parchi gioco??!! Ma veramente? Cioè noi abbiamo gli edifici pubblici che non sono accessibili, i tribunali che non sono accessibili, i marciapiedi che non sono accessibili, i mezzi di trasporto che lasciamo stare che è meglio e tu, Ama, tiri fuori i parchi gioco?! Con tanto di telecamera che immediatamente indugia sul viso di Donato Grande, che non è certo un bimbo bensì un uomo di una trentina d’anni che, forse, dei parchi gioco anche meno dai – ha chiosato l’arcorese . Poi, per carità, ribadire il concetto che chi parcheggia nei posti per disabili è un c*******ne interstellare va sempre bene. Fare tutto ciò solo perché hai il disabile di turno sul palco e devi ottimizzare al massimo la sua presenza, un po’ meno».

In conclusione Muratore evidenzia che l’unica parola che mi viene in mente per riassumere tutto ciò che è accaduto è questa: peccato. È stata, senza dubbio, l’ennesima occasione persa. Sono straconvinto che sia Donato che la nostra Federazione volessero trasmettere un messaggio diverso. Un messaggio positivo, allegro, colorato, fatto di conquiste e cose belle. Sarebbe bastato limitarsi a parlare di Sport. Lo sport è, semplicemente, nella sua essenza piu vera e profonda, tutto questo – ha affermato Muratore -. E invece no. Mamma Rai, evidentemente, ritiene ancora che la narrazione più efficace quando si parla di disabilità sia questa qui. Sia il grande Campione ricco e famoso che regala un attimo di gioia e spensieratezza ad un povero bambino handicappato di 30 anni suonati omaggiandolo della sua maglia autografata. Sia ancora mettere i “disabili” e gli “altri” su due livelli diversi. Sia ancora enfatizzare più la malattia che la persona. La storia è cambiata. C’è bisogno di altro. Questa è roba vecchia, bollita, obsoleta. I disabili come Donato sono persone con due palle grandi come una casa, che si fanno un culo quadro ogni giorno per ritagliarsi la loro vita, i loro spazi, i loro diritti, la loro felicità. Per imporsi, al meglio delle loro possibilità, nella società in cui vivono. Per assicurarsi un futuro».


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