Monza, un asilo nido all’ospedale per i bambini ricoverati: è il terzo in Italia
Monza Ospedale della Mamma e del bambino fondazione Maria Letizia Verga Area Nido (Foto by Fabrizio Radaelli)

Monza, un asilo nido all’ospedale per i bambini ricoverati: è il terzo in Italia

Inaugurato all’ospedale di Monza lo spazio nido del Centro Maria Letizia Verga per i pazienti ricoverati nel reparto di onco-ematologia pediatrica. È il terzo in Italia. In città esiste da anni la scuola in ospedale per studenti dalle elementari alle superiori. Mancava uno spazio per i piccolissimi.

I tavolini e le piccole sedie in legno chiaro, lo scaffale pieno di giochi e un grande albero di Natale. C‘è aria di festa al spazio nido del Centro Maria Letizia Verga, inaugurato martedì 19 dicembre al secondo piano della struttura di Monza che è un centro di riferimento per l’onco-ematologia pediatrica.

È il terzo nido realizzato in Italia all’interno di un centro di cura, un progetto innovativo pensato e finanziato da banca Intesa Sanpaolo che un anno fa ha aperto il primo nido all’ospedale Regina Margherita di Torino, nelle scorse settimane quello a Napoli al Santobono-Pausilipon e ora Monza.

«L’idea è venuta dopo che la figlia di due colleghi si è trovata a lungo ricoverata a Torino - ha spiegato Elena Jacobs, capo dello staff del Ceo di Intesa Sanpaolo e responsabile del progetto - abbiamo pensato che avremmo potuto pensare a un servizio per tanti bambini come lei costretti a ricoveri molto lunghi».

A Monza da anni esiste la scuola in ospedale per i pazienti dalle scuole elementari alle superiori, i volontari Abio si occupano delle attività per i bambini di scuola materna nella sala giochi dell’atrio e in reparto, ma mancava un luogo per i piccolissimi.

È proprio invece nei primi mesi di vita che al bambino viene richiesto di sviluppare tante abilità e competenze motorie, cognitive e di relazione. Un processo che la malattia, l’isolamento e il lungo ricovero può rallentare.

«Il nido era il tassello che mancava - spiega Andrea Biondi, direttore della Clinica pediatrica - Ogni volta che accogliamo un bambino il nostro obiettivo, la nostra sfida, è la sua guarigione. Ma ogni volta che arriva un bambino da noi insieme a lui accogliamo anche la sua famiglia e dobbiamo fare in modo che tutti qui si sentano un po’ a casa».

I dati raccolti dai primi mesi di avvio del progetto sono molto positivi e incoraggiano a proseguire.

«All’inizio qualche genitore era reticente a lasciare i piccoli - prosegue Jacobs - ma ora abbiamo il 100% di adesioni al progetto. Mamme e papà possono per qualche momento prendersi una pausa, recuperare anche un po’ di normalità in un percorso di cura che richiede ricoveri molto lunghi».

«È semplicemente bello – aggiunge mamma Kate mentre osserva il piccolo Mark giocare con le costruzioni - poter dire a mio figlio che anche lui va a scuola come gli altri bambini».


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