Medicinali venduti in nero, c’è anche una farmacia di Biassono
La foto diffusa nel 2012 dalla questura di Milano di Gianfranco Bona, 50 anni, mentre porta un analcolico e un caffè su un vassoietto, dal bar a fianco fino alla farmacia dell'amico, Luigi Fontana . Bona ha approfittato di quel tragitto per inserire la dose di veleno. (Foto by POLIZIA DI STATO)

Medicinali venduti in nero, c’è anche una farmacia di Biassono

C’è anche una farmacia di Biassono coinvolta nel traffico di medicine e fatture usate per evadere le tasse scoperto dalla Guardia di Finanza: i professionisti beneficiavano di medicinali da immettere sul mercato

C’è anche una farmacia di Biassono coinvolta nell’indagine a carico dei vertici di Unico spa, tra i nomi più importanti del commercio di farmaci in Italia. L’inchiesta è ancora in corso, ma è pressoché certo che il traffico di prodotti farmacologici illegali abbia interessato anche Biassono, così come Milano, Corsico, Cesano Boscone, Sesto San Giovanni, Rozzano con diramazioni anche in Toscana. Il grande movimento di medicine vendute in nero è stato scoperto in collegamento con un caso di cronaca. Nell’aprile del 2012 Gianfranco Bona, imprenditore nel settore degli autotrasporti per la fornitura di farmaci, avvelenò e uccise il farmacista milanese Luigi Fontana che gli prestava soldi a strozzo (LEGGI QUI) .

Il fatto di pura cronaca nera, ha aperto ora il vaso di pandora del traffico legato all’acquisto e consegna delle medicine. Le rivelazioni di Bona, nel frattempo condannato a vent’anni, ha condotto la magistratura a indagare Claudio Di Gregorio amministratore delegato della Unico, l’azienda con sede a Lainate che è leader in Italia per la distribuzione di medicinali. Attraverso un complesso sistema di fatture e distribuzioni, i professionisti coinvolti in questo scenario beneficiavano di quantitativi di farmaci in nero da immettere sul mercato, ma anche di fatture utili per frodare il fisco in sede di stesura dei bilanci.

Di Gregorio è sotto indagine per emissione di fatture per operazioni inesistenti. Una operazione che consentiva a soggetti terzi di evadere le tasse. Insieme all’amministratore unico dell’azienda di autotrasporti di Lainate, è all’attenzione dei giudici anche Carmelo Famà, ex direttore dell’azienda municipale della città di Corsico che gestisce le farmacie comunali. E mentre anche a Biassono e in Brianza cresce la curiosità per le possibili ripercussioni giudiziarie di questa operazione, c’è chi, tra gli operatori di settore, torna a mettere in guardia contro l’acquisto di farmaci al mercato nero. Concentrando l’attenzione sulla tutela della salute dei pazienti, al di là della cronaca nera e delle confessioni che hanno dato la stura all’indagine più ampia.

A parlare è il sindaco di Paderno Dugnano, una città che è “cerniera” territoriale e anche commerciale tra l’hinterland milanese e la Brianza, Marco Alparone che nella vita privata gestisce una storica farmacia nel quartiere di Cassina Amata. «Non smetterò mai di ripetere – avverte il sindaco-farmacista – che le medicine sono “veleni” che se presi in piccole dosi possono portare benefici. Ecco perché devono essere vendute dietro stretto controllo medico e da personale formato e laureato. Cosa sappiamo di prodotti confezionati in un sottoscala in Vietnam, ad esempio? Internet ha aperto tutto un mondo di prodotti difficilmente tracciabili, che arrivano nel nostro Paese in pacchi anche anonimi difficilmente controllabili. La legge e i controlli dovrebbero essere inaspriti. Perché i rivenditori hanno il loro sconto, crescente in base al costo. L’acquisto in nero consente guadagni esorbitanti ai farmacisti, a discapito della sicurezza degli utenti».


© RIPRODUZIONE RISERVATA