I carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono sei affreschi al Parco Archeologico di Pompei
Un frammento di affresco di figura femminile su fondo nero con corona di foglie di alloro

I carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono sei affreschi al Parco Archeologico di Pompei

Tre affreschi furono asportati da Villa Arianna e Villa San Marco di Stabiae, attuale Castellammare di Stabia e sono stati individuati nell’ambito di una attività investigativa condotta dai militari monzesi con sede nella Villa reale.

Sono databili al I secolo dopo Cristo i sei strappi di affresco restituiti il 18 maggio dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale al Parco Archeologico di Pompei: la consegna al direttore del parco è avvenuta da parte del Generale di Brigata Roberto Riccardi, comandante dei Carabinieri TPC. La riconsegna è avvenuta nel Museo Archeologico Libero D’Orsi di Castellammare di Stabia (Na) alla presenza tra gli altri del procuratore aggiunto della presso il Tribunale di Milano, Laura Pedio e di una rappresentanza del Nucleo Tpc di Monza guidata dal luogotenente Raffaele Adorante.

Frammento di affresco con padiglione coronato da elementi vegetali e tetto a doppia falda decorato da grifi

Frammento di affresco con padiglione coronato da elementi vegetali e tetto a doppia falda decorato da grifi

Le indagini che hanno portato ai recuperi sono state avviate dai Nuclei TPC di Monza e di Napoli rispettivamente nel 2020 e nel 2012. Tre affreschi furono asportati da Villa Arianna e Villa San Marco di Stabiae, attuale Castellammare di Stabia e sono stati individuati nell’ambito di una attività investigativa condotta dai militari monzesi. I beni, in quanto non presenti nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, il più grande database di opere d’arte rubate al mondo, sarebbero stati trafugati verosimilmente a partire dagli anni Settanta, esportati illecitamente e successivamente acquistati negli anni Novanta presso antiquari statunitensi, elvetici e inglesi. I beni, la cui autenticità e provenienza sono state appurate grazie alla collaborazione dei funzionari del Parco Archeologico di Pompei, sono stati restituiti allo Stato su disposizione del Dipartimento VII della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano che ha diretto le indagini.

Nella stessa circostanza, restituiti inoltre tre strappi di affresco asportati dall’area archeologica di Civita Giuliana, a ridosso degli scavi di Pompei, recuperati, dopo indagini avviate a luglio 2012, dai militari del Nucleo TPC di Napoli, nell’ambito di una complessa attività di indagine su un’organizzazione criminale dedita allo scavo clandestino e alla ricettazione di beni archeologici su territorio nazionale e all’estero.


© RIPRODUZIONE RISERVATA