Coronavirus, parla  Gallera: «Aggiunti 223 posti di terapia intensiva. I positivi sono 5.449, 1.280 in più. I decessi sono 333»
L’assessore lombardo Giulio Gallera

Coronavirus, parla Gallera: «Aggiunti 223 posti di terapia intensiva. I positivi sono 5.449, 1.280 in più. I decessi sono 333»

Coronavirus, segui in diretta il punto della situazione in Lombardia con l’assessore Gallera.

Da Palazzo Lombardia, la diretta dell’assessore alla Sanità, Giulio Gallera. «I posti letto di terapia intensiva? Sono 900 in tempi normali, ne abbiamo aggiunti altri 223 posti letto e contiamo di aprirne altri 150 nel giro di 7 giorni. Li apriamo perché si è interrotta l’attività della sala operatoria, ogni sala può contenere 3 posti letto di terapia intensiva».


«Stiamo aumentando anche i posti di sub intensiva per quei pazienti che non hanno bisogno di un tubo che immetta ossigeno nel loro corpo, ma che necessitano di mascherine o dei caschi speciali. Di questi ultimi, ne arriveranno altri 500 nelle prossime ore. Un impegno straordinario che ci sta consentendo di dare risposte di qualità».

«In alcuni presidi, l’afflusso di persone è al di sopra di ogni aspettativa. Molti pazienti sono in condizioni critiche e si aggravano rapidamente. Il sistema sta reggendo e sta reggendo bene. Ieri abbiamo spostato un paziente intubato con un elicottero militare dall’ospedale di Cremona a quello di Sondalo, presidio che ci tornerà molto umile».

I dati: 5.469 positivi, 1.280 più di domenica 8 marzo, 333 decessi. Sono in tutto 5.469 i positivi al Coronavirus in Lombardia, ovvero «1.280 più di ieri»: lo ha detto l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera in diretta Facebook. I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.802 (585 più di ieri), 440 in terapia intensiva (+41), mentre i dimessi sono stati 646 ed è salito a 333 il numero dei decessi.

«Dimetteremo coloro che non hanno più la febbre, quindi stanno guarendo, ma sono ancora negativi. Stiamo costruendo una rete con tutto il sistema sanitario per fare una rete di presidi che possono ospitare i pazienti in via di guarigione».

«Dobbiamo impedire che la diffusione del virus sia così veloce». Crescono Bergamo, Brescia, Cremona. Lodi ha una crescita sempre più contenuta.

«Evitare di girare per la nostra regione se non per motivi attinenti alle attività lavorative, o per emergenze o per andare a fare la spesa o in farmacia. In tutte gli altri casi è consigliabile, anzi è un obbligo, di rimanere al proprio domicilio. Non possiamo sconfiggere il Coronavirus con alcun farmaco perché non esiste. L’unico modo di fermare questa infezione è di ridurre la nostra vita sociale e i nostri spostamenti. Vale per le persone più anziani ma vale anche per i giovani. Abbiamo bisogno che il sistema sanitario rimanga solido. Dove c’è una riduzione drastica della vita sociale, i risultati ci sono».


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