Coronavirus, parla l’infettivologo Paolo Viganò di Seregno: il punto su test sierologici, tamponi, vaccino e seconda ondata
L’infettivologo seregnese Paolo Viganò

Coronavirus, parla l’infettivologo Paolo Viganò di Seregno: il punto su test sierologici, tamponi, vaccino e seconda ondata

Ripartenza, tamponi, test sierologici, vaccino, mascherine. C’è tutto quello che serve sapere in vista del 4 maggio nel colloqui serale tra il sindaco di Seregno Alberto Rossi e Paolo Viganò, primario delle malattie infettive dell’Ospedale di Legnano. Un incontro che ha permesso di fare un bilancio di quanto fatto e di parlare ampiamente di quello che potrà accadere dopo l’allentamento delle restrizioni a partire dal 4 maggio.

Ripartenza, tamponi, test sierologici, vaccino, mascherine. C’è tutto quello che serve sapere in vista del 4 maggio nel colloqui serale tra il sindaco di Seregno Alberto Rossi e Paolo Viganò, primario delle malattie infettive dell’Ospedale di Legnano. Un collegamento via social che è servito per fare il punto della situazione sull’emergenza Coronavirus e sulla prossima ripartenza programmata per lunedì 4 maggio.

Rossi ha introdotto l’incontro parlando di numeri: «I positivi accertati a Seregno sono 217 con 137 persone in sorveglianza attiva. Ci sono 2 decessi tra le persone ospiti della rsa Don Gnocchi, uno seregnese e uno no». Poi la scena se l’è presa Viganò che, lucidamente e senza facili promesse, ha raccontato come stanno realmente le cose.

Gli ospedali

«La situazione negli ospedali sta cambiando in modo significativo, ci stiamo preparando per riaprire i normali servizi. Ci sarà una ripresa in sicurezza dell’attività sanitaria, dobbiamo evitare che l’ospedale sia un punto di ripresa delle infezioni. Stiamo riducendo l’accesso alle rianimazioni, riusciamo a curare meglio i pazienti e siamo riusciti a limitare i contagi. Non possiamo ridurre l’attenzione, lunedì 4 maggio non sarà una fine pandemia dove ognuno potrà fare quello che vuole».

I test seriologici (e i tamponi)

«Si cercherà nelle prossime settimane di testare la popolazione, soprattutto quella in quarantena e quella sanitaria. Questi test non hanno un significato clinico personale. Non è che il risultato possa dichiarare che un soggetto sia protetto per tutta la vita contro il Coronavirus. Sono dati sensibilissimi. Sarà compito del medico che valuterà clinicamente il dato acquisito dal test a personalizzare il risultato. Non è un valore di immunità assoluta. Dovrà essere valutato con calma dagli epidemiologi nei prossimi mesi. Anche il tampone, ad esempio, non è un esame infallibile. È una fotografia dell’immediato. Non dice cosa accadrà che cosa è avvenuto. Anche questo dato va valutato nel contesto clinico».

Dopo il 4 maggio

«Dopo il 4 maggio il rischio di perdere il controllo non c’è. Possiamo riaprire immediatamente spazi di terapia intensiva se ce ne fosse bisogno. Qualche caso di contagio in più ci potrà essere, ma siamo pronti ad affrontare un mini picco auspicabilmente molto basso e ben gestibile. Poi l’infezione andrà calando e durerà per parecchio tempo».

Le case di riposo

«Il rischio grosso era ed è nelle comunità. Era evidente che nelle comunità ristrette con pazienti fragili il rischio di propagazione del contagio fosse elevatissimo. Tra una comunità di giovani che lavorano in un contesto dove si capisce l’importanza della distanza sociale e dell’utilizzo dei presidi di sicurezza e una con degli anziani che hanno problemi non è realistico pensare che ci sia lo stesso grado di attenzione personale. È un grosso dolore quello che sta succedendo nelle rsa, ma non possiamo accusare tutte le strutture di tutte le malefatte del mondo. Abbiamo affrontato una catastrofe, possiamo accusare di disattenzione qualcuno ma non esageriamo».

Il vaccino

«Il vaccino: stanno parlando i politici, non i ricercatori. Non si scopre, si costruisce. Non è una caccia al tesoro. Va studiato e sperimentato. Occorrono dati, tamponi, prove. Calma, i ricercatori stanno lavorando».

Una nuova ondata?

«Un’ondata di ritorno dopo l’allentamento delle restrizioni il 4 di maggio? Dipenderà dai comportamenti delle persone. Io sono per l’apertura graduale e prudente, bisognerà usare le mascherine ricordandosi di coprire anche il naso, non solo la bocca. E per favore, usiamo le mascherine chirurgiche, non quelle con la valvola. Possono essere anche pericolose, usando queste si butta addosso il virus alla persona con cui sta parlando».


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