Coronavirus, Ats Brianza: «Più di 6.300 le persone in sorveglianza nelle province di Monza e Lecco»
Coronavirus Ats e medici affrontano l’emergenza

Coronavirus, Ats Brianza: «Più di 6.300 le persone in sorveglianza nelle province di Monza e Lecco»

Ats Brianza (province di Monza e Lecco) riferisce che sono più di 6.300 le persone poste in sorveglianza da inizio epidemia sul territorio di competenza. Queste vengono contattate quotidianamente da più di 100 operatori Ats, con un volume di circa 70 telefonate a testa al giorno.

Sono più di 6.300 le persone poste in sorveglianza da inizio epidemia sul territorio di competenza di Ats Brianza (Monza Brianza e Lecco), contattate quotidianamente grazie all’impegno di più di 100 operatori Ats, con un volume di circa 70 telefonate al giorno ciascuno per avere informazioni aggiornate sullo stato di salute (temperatura corporea, rilevazione altri sintomi)..

Ats Brianza sta lavorando in stretta collaborazione con Prefettura e Comuni, attraverso il contatto quotidiano con un numero e una mail dedicata per domande, segnalazioni e indicazioni di buone prassi.
I Comuni collaborano fin da inizio emergenza proattivamente alla tutela della salute dei cittadini attraverso l’istituzione di servizi utili: consegna a domicilio di spesa e farmaci per over 65 e per persone in quarantena, diffusione di informazioni importanti alla cittadinanza, segnalazione di situazioni sanitarie da prendere in carico sono alcuni esempi di un rapporto forte e proficuo.

«In prima linea anche i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Famiglia, con la presa in carico delle esigenze sanitarie dei pazienti e delle enormi problematiche che ogni giorno richiedono uno sforzo davvero importante ai nostri medici. Tante storie importanti di medici in trincea, come quella del dott. Andrea Vitali, medico di Bellano che aveva abbandonato la professione qualche anno fa per seguire la brillante carriera di scrittore e che ora ha rimesso il camice per sostituire un collega in quarantena», fa sapere l’Ats in una nota.

Grande intesa e profonda integrazione anche con gli ospedali del territorio, le farmacie, le associazioni di volontariato.


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