Alfredo Varini non è più il presidente onorario del Seregno Fbc. Con un comunicato pubblicato martedì 19 maggio, la società azzurra ed il dirigente hanno annunciato la separazione delle loro strade. Una novità che era nell’aria da qualche settimana. Varini, classe 1962, portavoce della cordata che si è aggiudicata il bando per la ripartenza del calcio in città, dopo l’anno sabbatico seguito alla rovinosa uscita di scena del 1913 Seregno, e che poi ha ricoperto l’incarico di presidente esecutivo del Seregno Fbc nella sua prima stagione di vita, culminata con il ripescaggio in Eccellenza, dopo il successo nei playoff del girone B del campionato di Promozione, non dovrebbe però approdare all’Ac Lissone, come ventilato, mentre la sua destinazione potrebbe essere un nuovo progetto nella sua Nova Milanese.
Calcio: il commiato dall’ambiente di Alfredo Varini
«Ho interpretato i miei incarichi nel Seregno Fbc con senso di responsabilità -ha commentato Varini–, mettendo a disposizione tempo, presenza e partecipazione sincera. Oggi sono felice di vedere il Seregno Fbc in buone e solide mani: ritengo così terminato il processo di costruzione e sono veramente orgoglioso di avere contribuito alla rinascita di una società che seguivo sin da bambino. Se in quei giorni qualcuno mi avesse detto “un giorno tu ne sarai il presidente”, ne avrei fatto il sogno della mia vita. Voglio ringraziare tutte le persone che in questi due anni mi hanno avvicinato, facendomi sentire il loro affetto: a Seregno queste persone sono veramente tante, eterni innamorati della maglia azzurra. Sempre forza Seregno Fbc!».
Calcio: la riconoscenza nelle parole di Claudio Pozzi
All’insegna della gratitudine il saluto di Claudio Pozzi, successore di Varini alla presidenza: «Prendiamo atto della decisione personale di Alfredo ed a nome di tutti gli esprimo un grande ringraziamento. Il calcio a Seregno ha 113 anni alle spalle ed ancor di più ne ha davanti. Ognuno di noi, dal presidente al più giovane dei nostri tesserati, custodisce un pezzo di questa storia. Alfredo, sul pezzo di storia che ha custodito, lascia un segno indelebile».