Vedano, don Della Libera:parroco al servizio di tutti

Vedano, don Della Libera:parroco al servizio di tutti

Vedano A Bareggio l’hanno definito «gentile, generoso, pronto all’ascolto, sempre disponibile con tutti, determinato e rigoroso». Un prete che da bambino, con la sua famiglia, ha fatto l’emigrante; rientrato in Italia, studente-lavoratore, in fabbrica prima alla Gilera di Arcore e poi alla Candy di Brugherio, si è diplomato in ragioneria e ha prestito il servizio militare. Alle moto e alle lavatrici ha però preferito il Signore, ha quindi verificato la sua vocazione ed è entrato in seminario.

Amministratore parrocchiale, don Eugenio Dalla Libera è a Vedano da un mese e mezzo, un tempo sufficiente per iniziare ad ambientarsi e a conoscere «questa nostra bella parrocchia», come l’ha chiamata fin dalla prima messa festiva celebrata il 4 settembre.

Dal Veneto alla Brianza, i passaggi sono stati tanti…
«La mia famiglia proviene dalla provincia di Treviso, la zona del prosecco. Nel dopoguerra, mio papà emigrò in Belgio per lavoro e noi con lui. Dopo aver saputo da uno zio che una grossa ditta di Arcore cercava operai, siamo rientrati in Italia e mio padre fu assunto alla Falck come gruista. Ad Arcore ho vissuto la mia bella esperienza in oratorio, ho studiato e lavorato, ho fatto il servizio di leva in cavalleria e poi sono entrato in seminario. Nel 1973 il cardinale Giovanni Colombo mi consacrò sacerdote: sedici anni a Valmadrera come assistente d’oratorio, cinque anni parroco ad Olgiate Molgora, a Bareggio parroco della Madonna Pellegrina per diciassette anni e negli ultimi due anche traghettatore verso la comunità pastorale formata ora dalle due parrocchie cittadine. Terminato il mio compito, sono stato inviato alla felice isola di Vedano al Lambro».

Com’è stato l’impatto con la nuova destinazione?

«Mi sono sentito bene accolto, a mio agio: vuol dire che il mio predecessore ha lavorato bene anche nel preparare questo cambio. Mi sono sempre allenato alle novità, cittadino del mondo e prete al servizio della gente. Ringrazio il Signore perchè nella mia indole sacerdotale c’è questa capacità positiva di mettermi in relazione con le persone. Desidero amare la mia gente e chi incontrerò».

L’arrivo a Vedano coincide con l’avvio di un nuovo anno pastorale.
«Se vogliamo essere popolo di Dio in cammino nella storia è essenziale vivere un clima parrocchiale contraddistinto da comunione, collaborazione e corresponsabilità, con la giusta suddivisione dei compiti. Domenica 23 verrà segnalata la lista dei candidati per il rinnovo del consiglio pastorale e voteremo probabilmente il 6 novembre».
ma.s.