Il processo di aggregazione tra Brianzacque e Bea inciampa nel giudizio della Corte dei Conti: la magistratura contabile ha espresso parere «parzialmente negativo» sulla delibera con cui il 22 giugno il consiglio comunale di Monza ha autorizzato la giunta guidata da Paolo Pilotto a proseguire il percorso di costituzione della multiutility che dovrebbe operare nel settore idrico e in quello dei rifiuti. La Corte ha messo nero su bianco una serie di appunti che riguardano l’atto votato dall’aula e «non l’opportunità o la convenienza dell’operazione in sé, la cui valutazione» è di competenza dell’ente. I rilievi toccano le «ragioni» per le quali l’aggregazione tra le due aziende pubbliche sarebbe conveniente.
Fusione Brianzacque-Bea: la Corte dei Conti chiede precisazioni a Monza, rilievi sulla delibera di giugno
La delibera, dettagliano i magistrati contabili, avrebbe dovuto precisare meglio i vantaggi del processo e non «esporre i benefici attesi» e avrebbe dovuto esaminare gli «scenari alternativi». La Corte si è concentrata, inoltre, sulle motivazioni che secondo piazza Trento e Trieste giustificherebbero il potenziamento del termovalorizzatore di Desio e sul rischio di duplicazione societaria per gli enti soci sia di Brianzacque sia di Cem, la realtà pubblica che effettua la raccolta dei rifiuti in molte città. La delibera, si legge nel pronunciamento, avrebbe dovuto dar conto «delle ragioni di convenienza economica e di sostenibilità finanziaria» su cui si basa: i magistrati invitano, inoltre, a riflettere sul sistema di «controllo analogo» con cui i singoli comuni dovrebbero partecipare alla governance della multiutility.
Fusione Brianzacque-Bea: la Corte dei Conti chiede precisazioni a Monza, amministratori e società non preoccupati
I rilievi non sembrano preoccupare gli amministratori monzesi e i vertici di Brianzacque: «Guardiamo il bicchiere mezzo pieno – afferma il vicesindaco Egidio Longoni – il parere è parzialmente e non completamente negativo. Ci stiamo confrontando con i nostri consulenti e con quelli delle due società per produrre la relazione in cui risponderemo in modo circonstanziato alle richieste di spiegazioni, in particolare a quelle relative al controllo analogo e alla parte del piano industriale legato alla raccolta dei rifiuti e allo spazzamento delle strade».
Dopo aver replicato alla Corte dei Conti la giunta dovrà modificare la delibera approvata il 22 giugno e portare il testo corretto in consiglio comunale. Nei prossimi giorni una comunicazione simile dovrebbe essere recapitata agli altri comuni soci solo di Brianzacque e non di Bea che hanno aderito all’operazione tra la fine di giugno e quella di luglio.
Il parere della magistratura contabile non sembra allarmare troppo nemmeno Brianzacque: il percorso di aggregazione, fanno sapere dall’azienda, dovrebbe proseguire come fissato dal cronoprogramma.