“Il tuo esempio continuerà a vivere ogni volta che qualcuno sceglierà di coltivare, cucinare, condividere e vivere con consapevolezza e amore per il mondo. A noi il compito di continuare a seminare i tuoi semi, custodendone il valore e facendoli germogliare nelle comunità, nella terra e nelle coscienze”. Così la condotta Slow Food di Monza e Brianza e la rete lombarda salutano Carlo Petrini, il fondatore scomparso nella serata di giovedì a 76 anni.
Monza e Brianza, Carlo Petrini e Slow Food che ha 40 anni
L’associazione nel 2026 ha tagliato il traguardo dei 40 anni: un movimento nato in Italia e diventato internazionale per “promuovere il diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti, come parte della ricerca della prosperità e della felicità per l’umanità attuale e futura e per l’intera rete del vivente“.
Carlo Petrini, Slow Food Monza e Brianza nata nel 1989
Nel concretizzarsi di questa utopia – “Chi semina utopia raccoglie realtà” è il motto preferito con cui Slow Food Italia saluta Petrini – anche la Brianza ha fatto il suo: con una condotta nata nel 1989 e cresciuta rapidamente in numeri e attività. Negli anni ha dato vita ai Mercati della Terra, con produttori a Km0 che oggi hanno il loro punto di ritrovo periodico a Verano Brianza, a numerose iniziative sul territorio a tutela dei “presidi”, ovvero le peculiarità come nel caso della pecora brianzola, e per il coinvolgimento dei soci. E poi a collaborazioni con Comuni, Pro Loco, istituzioni e di scambio con le altre realtà in Italia e all’estero.
La rete internazionale nel tempo è diventata anche Terra Madre nel 2004 e nello stesso anni l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che ospiterà l’ultimo saluto a Petrini. Che è stato anche co-fondatore delle Comunità Laudato si’ (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco.
Slow Food Monza e Brianza per Carlo Petrini: “Hai insegnato memoria e identità”
“Ciao Carlin – ha scritto la Condotta MB – sei stato tra i primi a comprendere che il cibo non fosse soltanto nutrimento, ma una delle grandi questioni culturali, politiche e ambientali del nostro tempo. Hai saputo vedere, con molti anni di anticipo, il legame profondo tra la terra, la dignità delle persone, la biodiversità, la giustizia sociale e il futuro del pianeta. Il tuo, il nostro Slow Food, è diventato uno dei movimenti culturali più importanti nati in Italia, capace di parlare al mondo intero senza mai perdere le proprie radici. E tu questo lo avevi intuito fin dall’inizio, con una visione lucida, coraggiosa e mai disposta al compromesso. Ti fa onore la tua capacità di guardare lontano, di difendere la qualità contro l’omologazione, la lentezza contro la frenesia, la cura contro lo spreco. Hai insegnato che il cibo è memoria, identità, relazione, rispetto. Che mangiare è un gesto agricolo, culturale e persino politico“.
E poi: “Tu hai nutrito il nostro corpo e anche la nostra anima. Hai restituito dignità ai contadini, ai piccoli produttori, ai saperi antichi, alle comunità della terra. Ci hai insegnato ad ascoltare i territori, a custodire la biodiversità, a riconoscere il valore delle cose semplici e autentiche. Grazie per averci insegnato il valore della terra. Sei stato tra i primi a chiamarla madre, non come una parola retorica, ma come un principio profondo di rispetto, appartenenza e responsabilità. Ti si vuole bene, caro amico“.
Slow Food Monza e Brianza, Carlo Petrini e l’ultimo lascito
Slow Food fa sapere che, secondo la volontà della famiglia e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, chiunque volesse ricordare Carlo Petrini può farlo con una donazione alla Fondazione che verrà destinata al progetto degli Orti in Africa e alle Borse di Studio per l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.