Se Federica Galli ha lasciato un segno, in tutti i sensi, quel segno può diventare un solco in coltivare la sua eredità. E allora “Ars Naturae”, l’arte della natura, declinata ai Musei civici di Monza da quattro artisti scelti da alcune delle gallerie d’arte cittadine.
È la nuova edizione di MonzArt, il progetto che da alcuni anni porta l’arte contemporanea all’interno dello spazio pubblico per rompere la non infrequente diffidenza delle persone verso il contemporaneo.
L’allestimento nel chiostro di via Teodolinda rimane fino all’8 novembre.
«La mostra collettiva, dal titolo Ars Naturae, si presenta come un percorso che mette in relazione quattro artisti contemporanei con l’eredità visiva di Federica Galli, artista protagonista della mostra temporanea “La natura incisa” allestita fino allo stesso giorno di novembre nella sala dei Musei».
Monzart 2026, l’ecosistema narrativo della natura che parla all’arte: gallerie e artisti
Sono tutte sculture site-specific quelle selezionate da ArcGallery, Arti<>sta, LeoGalleries e Monica Villa. “Le opere danno vita a un dialogo tra linguaggi, materiali e sensibilità differenti, uniti dalla volontà di interrogare la natura come organismo vivo, capace di resistere e trasformarsi. Nella cornice del chiostro del Museo, le sculture diventano luoghi, presenze, segnali: invitano a rallentare lo sguardo, a sostare, a riconoscere ciò che spesso sfugge nella velocità del presente”.
E allora ValentinaKi, che porta in via Teodolinda “Black Algae”, parte del progetto Algae Unveiled, con cui l’artista, scrive la direzione dei Musei, indaga il complesso fenomeno delle alghe tossiche nel Mar Baltico. Le alghe, polmoni del mare, diventano metafora di un ecosistema che respira e soffre, segnato dall’impronta dell’uomo.
Con lei Pino Di Gennaro e la sua “Foresta Nomade”: le sculture in bronzo formano un gruppo arboreo, tre presenze verticali che dialogano tra loro come frammenti di un paesaggio interiore. “La poetica di Di Gennaro affronta temi cruciali: cambiamenti climatici, fragilità del pianeta, responsabilità verso gli esseri viventi”.
Il quarto artista è Franz Stähler, che partecipa con “Fiore nel chiostro”. L’opera di Stähler “introduce un fiore sovradimensionato che emerge dal pavimento in pietra del chiostro. Un seme portato dal vento, forse, che ha trovato terreno fertile per puro istinto di sopravvivenza. Il fiore di Stähler è un ponte tra reale e immaginario, tra la Natura e la sua possibilità di rinascere anche dove non dovrebbe”. Infine Marianna Gasperini e i suoi “Semi” realizzati in vetro soffiato che “custodiscono l’origine: ciò che ancora non è, ma può diventare. Il seme diventa metafora della trasformazione: un atto ostinato verso la vita, capace di oltrepassare i propri confini e abitare il mondo”.
Monzart 2026, l’ecosistema narrativo della natura che parla all’arte: «L’invito a rallentare, osservare, ascoltare»
Ars Naturae non è, dunque, una semplice esposizione: è un ecosistema narrativo. Le opere dialogano tra loro come elementi di un paesaggio complesso, dove ogni presenza genera un’altra presenza. In questo dialogo, le incisioni di Federica Galli diventano radice e orizzonte: un archivio di forme che continua a germinare nelle ricerche contemporanee.
“La mostra invita a un gesto semplice e radicale: ascoltare la Natura, riconoscerne la voce, accoglierne la complessità” scrivono ancora gli ex Umiliati, che propongono il progetto in collaborazione con gallerie e galleristi. Il progetto nasce anche in concomitanza con la Giornata del contemporaneo, giunta alla 22esima edizione e realizzata con il sostegno della direzione generale creatività contemporanea del ministero della Cultura e la collaborazione con la direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.
«Con MonzArt si consolida un rapporto molto felice e prolifico tra l’amministrazione comunale e le gallerie d’arte cittadine, riconosciute come realtà profondamente radicate nel tessuto culturale della città e quotidianamente impegnate, ciascuna con il proprio contributo, a custodire, promuovere e diffondere cultura – ha detto l’assessora alla Cultura di Monza, Arianna Bettin – Ars Naturae ci invita a compiere un gesto semplice ma tutt’altro che scontato: rallentare, osservare, ascoltare la voce della Natura e accoglierne la complessità. È un invito che sentiamo particolarmente significativo anche per una città come Monza, dove cultura, territorio e attenzione al patrimonio possono incontrarsi e alimentare una consapevolezza condivisa».