Arte: indagine sull’idea di famiglia in mostra alla Villa reale di Monza

Alla Villa reale di Monza la nuova collettiva d’arte organizzata dal’associazione culturale And, artisti del territorio già autori di “This is the end”.
Famiglia e società
Famiglia e società

Parla di “Madri padri figl*” la nuova collettiva d’arte organizzata dal’associazione culturale monzese And, formata da artisti del territorio e già autori di “This is the end” alla Villa reale.
Un progetto di arte relazionale che è stato progettato in collaborazione con la FOndazione Pistoletto Cittadellarte e ha coinvolto anche le scuole Confalonieri, De Amicis e Volta, oltre a Sos Villaggi dei bambini. Gli artisti coinvolti sono Elisa Cella, Tiziana Cera Rosco, Loredana Galante, Massimiliano ed Omar Galliani, Julia Krahn, Azael Langa, Francesco Lauretta, Trento Longaretti, Andrea Meregalli, Anna Nutini, Matteo Suffritti. Il Cittadino, come nell’ultima occasione, è media partner.

L’inaugurazione è sabato 17 ottobre, alle 16.30, poi la mostra prosegue fino all’8 novembre nella sala convegni della Villa reale, subito dietro il teatro di corte.

Arte: indagine sull’idea di famiglia in mostra alla Villa reale di Monza, “cartografie interiori, affetto, vuoto”

“Un titolo che elenca i ruoli cardine della nostra esistenza: tutti siamo figli, tanti siamo madri e padri – scrivono i curatori – I legami sono scritti volutamente separati perché i rapporti più intimi della nostra esistenza, da qualsiasi lato ci si ponga, nascondono al proprio interno solitudini, incomprensioni e abissi.  Allo stesso tempo però, sono le relazioni più profonde della nostra esistenza e ci regalano gioia, appartenenza, cura, senso della vita e sono potenti motori di evoluzione personale”. Al netto del fatto che l’istituto nazionale di statistica ha certificato l’inverno demografico in Italia, cioè la mancanza di crescita della popolazione con nuove nascite, una prospettiva sociologica non può che rappresentare il profondo cambiamento della fisionomia stessa della famiglia anche solo rispetto alla seconda metà del secolo scorso.

“Nella nostra società, che fa sempre meno figli, che invecchia costantemente, che guarda con sospetto la gioventù, che controlla e gestisce i figli, spesso unici, senza lasciare loro spazi di libertà ed autogestione giocosa, togliendo spesso la possibilità di crearsi la capacità di resilienza, che cosa fa l’arte?  – si chiede And – La sensazione è quella che non se ne occupi. Per quanto riguarda gli artisti, invece, le relazioni familiari sono un tema di cui sentono l’urgenza?”. La mostra vuole rispondere affermativamente a questa domanda: “Le opere in mostra tracciano cartografie interiori, dove l’affetto convive con il vuoto, la cura con il controllo, la trasmissione con l’interruzione. Non c’è rappresentazione univoca del legame: c’è solo il disegno instabile di ciò che chiamiamo famiglia”.

Orari di apertura: venerdì 10-16 Sabato e domenica 10.30-18.30. Ingresso gratuito.

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