Azaea Beatriz Reyna di Savoia, figlia della principessa Maria Beatrice di Savoia e nipote di Umberto II, ultimo Re d’Italia, è stata in visita alla mostra «Storia del Regno d’Italia» allestita nel Belvedere della Reggia fino al 20 gennaio 2027. Accompagnata dal collezionista e curatore, Vincenzo Panza, giovedì scorso ha potuto ammirare quadri, oggetti, documenti storici che si intrecciano profondamente alla storia della sua famiglia.


Monza: la principessa Savoia alla mostra sui suoi nonni in Villa reale, la visita con il curatore Panza
«È stato emozionante – commenta Panza – vederla soffermarsi di fronte ai ritratti di Umberto II e Maria José e sentirli chiamare nonni». Vincenzo Panza ha accompagnato la principessa tra quadri, carte militari, il baule da viaggio di Bava Beccaris, le scarpe che Re Umberto realizzò per la regina Margherita, per chiudere con i ritratti dei suoi nonni: Umberto II e Maria José, i manifesti della campagna referendaria dove compare anche la sua mamma bambina e poi l’urna elettorale in cui gli italiani scelsero tra monarchia e repubblica, il 2 giugno 1946.
Monza: la principessa Savoia alla mostra sui suoi nonni in Villa reale, aneddoti e ricordi di famiglia
La principessa, avvolta in uno scialle rosso, ha seguito il racconto in silenzio per poi raccontare qualche aneddoto legato alla sua infanzia e ai suoi nonni: «Ricordo che tanti italiani venivano a trovare il nonno a Villa Italia a Cascais – ha detto – passava ore a conversare con loro e tanti si commuovevano di fronte a lui. Mi ha sempre impressionato la grande nostalgia che il nonno aveva verso il popolo italiano e fino all’ultimo ha sperato di poter riabbracciare la sua gente e rivedere il suo Paese».
Poi ancora un ricordo della camera da letto del nonno in esilio in Portogallo: «Dormiva su una branda militare con sopra una coperta dell’esercito: il ricordo del suo passato di re e soldato non si
è mai spento. Ho vissuto 4 anni con mia nonna, da adolescente, ma ho sempre voluto rispettare la sua riservatezza sugli avvenimenti storici perché la vedevo rattristarsi nel rievocare il passato».
Infine, i complimenti per la collezione Sabauda a cui Vincenzo Panza lavora da 25 anni: «È una preziosa raccolta di oggetti che consentono di rivivere la millenaria storia della mia famiglia -ha
detto- questa mostra è il riflesso della sua grande passione e amore per la storia».