Fa tappa anche a Monza la mostra nazionale “Nonostante il lungo tempo trascorso” voluta dallo Stato maggiore della Difesa e dalla Procura generale militare presso la Corte militare d’appello: il progetto si propone “di illustrare e far conoscere, in modo semplice e diretto, attraverso fotografie, documenti e videofilmati, una delle vicende più complesse e dolorose della nostra storia nazionale”, cioè i crimini nazifascisti sia sui militari sia sui civili alla vigilia dell’8 settembre del 1943 e dopo l’armistizio.
“Una pagina tanto importante quanto poco conosciuta, nelle sue dimensioni e nelle sue implicazioni” che ha investito in Italia e all’estero la popolazione civile (inermi civili estranei alle operazioni militari, o inoffensivi patrioti catturati dai tedeschi) così come i soldati (prigionieri di guerra o variamente impegnati nella Resistenza patriottica all’invasore). L’attenzione è posta anche sul profilo giudiziario, altrettanto complesso e ricco di episodi poco noti, o addirittura del tutto sconosciuti: i processi penali militari delle Corti alleate e dei Tribunali militari italiani.
Le stragi nazifasciste e la giustizia andata in soffitta
La mostra è stata curata dal Procuratore generale militare Marco de Paolis, con la con la partecipazione al comitato scientifico di Isabella Insolvibile, membro del consiglio di amministrazione dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, e la consulenza scientifica di Paolo Pezzino, che ne è il presidente, ha ricordato lo stesso istituto, che presentando la mostra ha scritto, a firma di Chiara Nencioni, che «il titolo stesso della mostra “Nonostante il lungo tempo trascorso” riprende in chiave antifrastica la frase pronunciata dal Procuratore militare nel 1960 il quale fece indebitamente archiviare i fascicoli relativi alle stragi nazifasciste “mandando la giustizia in soffitta”, per usare le parole di de Paolis, il quale continua così: “Non ci siamo scordati le nostre colpe, perché non dobbiamo mettere la testa sotto la sabbia. Coordinare storia e diritto è il fondamento etico del nostro paese”». Quattro le sezioni: le stragi dei militari, le stragi dei civili in Italia, i deportati, i processi.
La mostra, prodotta sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, ha il sostegno del Comune di Monza e la collaborazione del Consorzio Villa reale e Parco di Monza, che la ospita dal 10 settembre al 26 ottobre sempre a ingresso gratuito. Allestita al Belvedere, sarà aperta al pubblico fino al 30 settembre mercoledì, giovedì e venerdì dalle 14.30 alle 19.30 e sabato, domenica e festivi dalle 10.30 alle 18.30. A ottobre ingressi mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 16 e sabato, domenica e festivi. dalle 10.30 alle 18.30.