Cento anni di ricordi e di vita quotidiana monzese si squadernano attraverso le parole di Clara Cappelletti, la figlia minore di Erminia Confalonieri, «per tutti, affettuosamente, Nucci», che ha raggiunto il traguardo del secolo di un’esistenza «dedicata alla cura dei suoi cari e, più tardi, all’impegno nella parrocchia di San Giuseppe».
Un secolo di storia nella vita di Nucci: nata il 15 luglio 1926, scuole in via Volta
Il 15 luglio 1926 era un giovedì e Carla Ripamonti, che lavorava in uno degli storici cappellifici della città – «era addetta all’applicazione del marocchino», la fascia di pelle cucita all’interno del cappello che serve a migliorarne la vestibilità – e Orlando Confalonieri, «ragazzo del ‘99 sopravvissuto alla tragica battaglia di Caporetto», avrebbero abbracciato per la prima volta la loro bambina.
«Abitavano in una casa vicino al Parco: quella di Nucci è stata un’infanzia serena, spensierata, trascorsa a giocare con altri bambini a stretto contatto con la natura in un bellissimo giardino che esiste ancora oggi». Le scuole elementari in via Volta e «gli inverni freddi davvero, in cui si camminava tra i cumuli di neve», gli studi commerciali da ragazza e i primi lavori – «alla distilleria Sarti, che si trovava in zona Parco, e poi alla Meccanica Lombarda, a Bettola» – fino all’incontro con «un giovane impiegato, bello ma tanto serio».
Un secolo di storia nella vita di Nucci: l’incontro col marito Umberto e la Seconda guerra mondiale
Il ragazzo si chiamava Umberto Cappelletti e «si capiva che tra i due stava nascendo qualcosa. Ma la guerra, con i suoi drammi, stava per fare irruzione anche nelle loro vite».
Umberto parte per il servizio militare e nel 1943, dopo l’armistizio, si rifiuta di aderire alla Repubblica sociale italiana. «Arrestato, viene deportato come internato in Germania, vicino a Monaco. Non sappiamo se in quel periodo riescono a sentirsi, a scriversi, anche perché la mamma, nel frattempo, viene sfollata». Quel che è certo è che quando Umberto riesce a tornare – «a piedi a Bolzano» – Nucci lo viene a sapere in fretta.

Un secolo di storia nella vita di Nucci: il matrimonio e la famiglia
I due si ritrovano e finalmente inizia la loro vita insieme. Il matrimonio nel 1951: l’anno successivo nasce Laura e nel 1957 la famiglia si allarga con l’arrivo di Clara. «All’epoca – continua a raccontare la secondogenita – si viveva in via Cavallotti, vicino ad altri fratelli di papà con le loro famiglie. Poi ci siamo trasferiti in via Segrè, e dopo ancora, quando noi siamo diventate grandi, mamma e papà si sono spostati a San Giuseppe, in via Calatafimi, dove la mamma vive ancora, assistita con cura da Valentina».
Un secolo di storia nella vita di Nucci: la comunità di San Giuseppe
Dopo la morte del marito si avvicina alla comunità parrocchiale di San Giuseppe, «a cui dedica tanto tempo e tanta devozione: le chiedevano di dare una mano con le partecipazioni per le cresime e le comunioni e lei si metteva al lavoro, scrivendole a mano, con una calligrafia impeccabile, con il suo pennino». E se oggi leggere, disegnare e lavorare a maglia, le sue passioni, sono diventate più difficili, Nucci non ha smesso di uscire, di fare qualche piccola passeggiata e di sedersi nei giardini vicino a casa: proprio lì che il 15 luglio, circondata dall’affetto dei familiari – con i nipoti Marcello, Serena, Francesca e Lorenzo, e i pronipoti Alessia, Giorgia e Giulio – ha spento le sue cento candeline.