Tasse, monzesi e brianzoli sul podio d’Italia dopo Milano e Roma

Parlando di Irpef mediamente ogni monzese e brianzolo nel 2024 (dichiarazioni 2025) ha versato 7.100 euro
Tasse, tante le famiglie in difficoltà.
Tasse

Redditi alti e, di conseguenza, anche le tasse. Parlando di Irpef, dopo le metropoli d’Italia, Milano e Roma, arriva Monza, con la sua provincia. Monza e la Brianza salgono sul podio delle zone d’Italia dove si pagano più tasse insieme al capoluogo lombardo e alla Capitale.
Nel 2024 ogni contribuente della Città Metropolitana lombarda ha versato in media 9.066 euro di Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, 1.500 euro in più di quello che hanno versato i romani (7.536 euro), 7.100 euro sono stati versati invece da monzesi e brianzoli. Appena giù dal podio Bolzano con 6.975 euro e Bologna con 6.846. Valori ben al di sopra della media nazionale, 5.788 euro.

Tasse, più alti sono i redditi e più si paga di Irpef: Monza e Brianza sul podio

Numeri diffusi dall’Ufficio studi della CGIA ( Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre), che ha dato anche una risposta sui motivi per i quali si paga di più proprio in queste città. “La risposta sta nella progressività del nostro sistema fiscale – spiega Cgia – Più alto è il reddito, maggiore è l’aliquota applicata”. Dunque le aree con prelievo più pesante sono, “in linea di massima”, anche quelle in cui si guadagna di più: così almeno in base ai dati sul reddito complessivo medio dichiarato, dati che l’ufficio studi ha estrapolato dalla dichiarazione dei redditi 2025, importi al netto delle detrazioni per familiari a carico, da lavoro e per spese varie come quelle mediche, farmaceutiche e universitarie. Qualche numero? L’area Metropolitana di Milano ha redditi medi per 34.803 euro, poi c’è Bologna con 30.686 euro, qundi Monza-Brianza con 30.578, Lecco con 29.906, Bolzano con 29.846, Parma con 29.771 e Roma con 28.643.
E si tratta “praticamente” dice la Cgia, delle stesse realtà che occupano le prime posizioni anche nella graduatoria dell’Irpef pagata. Dei quasi 43 milioni gli italiani che ogni anno versano l’Irpef, la parte più consistente è rappresentata dai lavoratori dipendenti, 24,1 milioni, seguiti da 14,5 milioni di pensionati. Poco più di 1,6 milioni le partite Iva, “dato che però non include gli autonomi a cui si applica la flat tax, che seguono regole fiscali diverse”.
Tra le province meno tartassate del Paese c’è quella di Crotone con un’Irpef media versata da ciascun contribuente pari a 3.867 euro, Vibo Valentia con 3.836, Sud Sardegna con 3.743 e Ragusa con 3.689 e si tratta di aree dove il livello di reddito è più basso del Paese.

Tasse, pressione in aumento: dovrebbe attestarsi sul 43%

Tra l’altro quest’anno la pressione fiscale dovrebbe lievemente aumentare e attestarsi al 43 per cento rispetto al 42,9 registrato nel 2025, “il dato 2026 è il più elevato degli ultimi 10 anni” precisa ancora Cgia, che ricostruisce quanto accaduto dall’inizio della attuale legislatura, a partire dl 2022, “anno che precede l’avvento del Governo guidato da Giorgia Meloni”, quando la pressione fiscale era al 41,6 per cento.
Ma se la pressione su famiglie e micro imprese “grazie alle misure introdotte negli ultimi 4 anni” si è ridotta di oltre 33 miliardi, all’incremento avrebbero dato “un contributo importante” nuovi occupati – dal 2022 cresciuti complessivamente di 1,1 milioni di unità – e “i numerosi rinnovi contrattuali sottoscritti dalle parti sociali” che hanno determinato un aumento delle retribuzioni e, di conseguenza, delle entrate tributarie e contributive.
La Legge di Bilancio 2025 ha portato al taglio “più importante introdotto in questi quattro anni di governo Meloni”, con la riduzione strutturale delle aliquote Irpef da 4 a 3 per i dipendenti, pensionati e autonomi e da una serie di altre detrazioni sul reddito che hanno consentito uno sgravio fiscale di ben 17,2 miliardi. Infine, con la Legge di Bilancio 2026 “la riduzione dell’aliquota relativa al secondo scaglione dal 35 al 33 per cento ha consentito a tutti i contribuenti Irpef una riduzione della tassazione pari a 2,9 miliardi”.

L'autore

È la redazione del Cittadino, uno e tutti: garantisce il flusso costante delle notizie. Senza fermarsi.