Almeno 150 perquisizioni personali e domiciliari tra Milano e Monza e in altre 20 città, in particolare della Lombardia, sono state eseguite dalla Polizia di Stato, venerdì 23 ottobre, dopo i disordini dello scorso fine settimana quando il centro di Milano è stato teatro di violenti scontri e danneggiamenti che hanno visto coinvolti anche giovani brianzoli. L’operazione – spiega l’agenzia Ansa – sarebbe stata avviata dopo la scoperta di una chat sospetta sul telefono di uno dei giovani protagonisti dei disordini di Milano.
Perquisizioni dopo i fatti di Milano del 17 e 18 ottobre: identificati 51 minori
Le perquisizioni riguardano soprattutto studenti, anche minorenni, la stragrande maggioranza sconosciuti alle forze dell’ordine. Sono avvenute su delega dell’Autorità Giudiziaria e di iniziativa. Quelle personali hanno riguardato 100 persone, 51 delle quali minorenni, “identificati nei gravi disordini del 17 e 18 ottobre scorsi” spiega la Polizia. A condurle agenti delle Digos.
Perquisizioni e sequestri, anche armi e refurtiva rubata nei negozi saccheggiati
Sequestrati telefoni cellulari, computer e altri dispositivi informatici, ma anche armi soft air, oggetti atti ad offendere, munizioni da guerra, armi da taglio, coltelli, manganelli telescopici, tirapugni, mazze, sfollagente, aste di alluminio, una balestra, taniche di plastica contenente benzina, indumenti per il travisamento, come passamontagna e scalda collo oltre che “capi rubati nei negozi nel corso delle recenti manifestazioni”.
Sempre gli agenti delle Digos stanno svolgendo accertamenti investigativi per identificare altre persone coinvolte in condotte illecite. Intanto sono previste altre manifestazioni in tutto il Paese coordinate dal “Movimento 17 ottobre” e le città si blindano.