Tangenziale di Cesano e Seveso: «Sottopasso, un selfie non cancella la storia»

L'ex sindaco Butti ripercorre, e rivendica, la storia della nuova tangenziale di Cesano e Seveso per il sottopasso che supera la barriera dei passaggi a livello.
Il taglio del nastro della Tangenziale Nord a Cesano
Il taglio del nastro della Tangenziale Nord a Cesano

L’inaugurazione del nuovo sottopasso veicolare regala a Seveso la sua prima infrastruttura per il superamento dei passaggi a livello. Si tratta di un’opera attesa da una vita, rigorosamente trascorsa in coda davanti alle sbarre della ferrovia.
Il progetto nasce da lontano, lontanissimo, ed è stato rinviato per oltre un ventennio, magari nella speranza – poi risultata vana – di raggiungere l’interramento della tratta. Il primo passo formale ufficiale risale invece a dieci anni fa: «Ricordo bene la seduta di approvazione del progetto nel 2016 – dice l’ex sindaco Paolo Butti – Enorme fu la tensione causata dalla forte opposizione di alcune forze politiche anche di centrodestra (che in alcuni casi hanno rallentato l’iter anche negli anni successivi) e dalle tante tensioni con gruppi di cittadini contrari all’intervento. Sicuramente ne è valsa la pena e per questo penso sia giusto ringraziare coloro che hanno contribuito a quel voto fondamentale per quello che oggi vediamo realizzato. Poi, in questi anni altri, magari più o meno convintamente, hanno contribuito al proseguimento dell’iter amministrativo, e mi riferisco alla presente amministrazione.
Anche a loro va dato atto dell’importante lavoro effettuato che però, senza la caparbia convinzione dell’operato di quegli anni, non avrebbe visto sicuramente oggi il suo compimento. Perché se è vero che si tratta di un’opera sovracomunale è altrettanto vero che la posizione del comune di Seveso è stata determinante per la creazione delle condizioni e delle scelte politiche, progettuali ed economiche che hanno portato alla partenza del suo iter realizzativo
».

Valutazioni simili anche per Gianluigi Malerba del Pd: «A causa dell’operato della giunta di Tino Galbiati, arriva con un ritardo di oltre 28 anni e costi enormi, quattro volte superiori rispetto a se fosse stata realizzata quando proposta dalla giunta Cassetta. Certo, ci furono successive elezioni, questa è la democrazia, e su questo non si discute. Ma è un dovere riflettere sul sistema Italia, sulla sua organizzazione istituzionale e sulla sua governance: se non da cambiare in toto, vanno almeno aggiornate ai tempi, se vogliamo tornare a crescere e a progredire. Oggi, fiduciosi, inauguriamo la nuova infrastruttura viaria, e tra non molto toccherà al nuovo sottopasso veicolare in centro a Seveso».

Già perché intanto proseguono i lavori in centro: con la chiusura ad esempio del passaggio a livello di via San Martino-corso Isonzo al traffico veicolare e pedonale e per la primavera prossima potrebbe essere inaugurato anche il tunnel in pieno centro cittadino. Mentre Seveso Futura dà atto al lavoro tecnico delle strutture comunali, pur ribadendo il valore della scelta politica originaria: «Se oggi quest’opera sovracomunale è realtà e permetterà di abbattere i disagi causati dai passaggi a livello, lo si deve alla caparbia convinzione di chi nel 2016 ha assunto una responsabilità precisa di fronte ai cittadini – spiega Giorgio Garofalo – Ben venga l’apertura del sottopasso per la qualità della vita dei sevesini, ma la verità storica non si cancella con un selfie».

L'autore

Giornalista, primo pezzo pubblicato sul Cittadino il 16 aprile 2005, da allora mi occupo di cronaca, cultura e soprattutto sport. Seguo le peripezie – è il caso di dirlo – dell’Ac Monza. La zona di riferimento è la Valle del Seveso e mi occupo delle Groane (Solaro, Ceriano, Cogliate, Misinto, Lazzate), di Barlassina e di Seveso. Nella vita civile sono telecronista e dirigente sportivo alla Robur Basket Saronno.