La giunta di Meda approva gli indirizzi per il sottopasso di via Seveso/via Cadorna, ma si tratta di uno stralcio del progetto della tratta B2 di Pedemontana.
Vale a dire: con l’addio al sottopasso ferroviario previsto tra via Trieste e via Trento, che per la società non è fattibile, il Comune destina le risorse economiche inizialmente previste per quell’opera alla realizzazione del sottopasso tra via Seveso e via Cadorna. La scelta, come detto, nasce dalle complessità tecniche ed economiche emerse per il sottopasso di via Trieste/via Trento, dalla sua incompatibilità con il tracciato della ciclovia Milano-Meda e dagli impatti sui residenti e sulle aziende della zona.
Meda, la giunta: “Sottopasso via Seveos-Cadorna ruolo prioritario per la viabilità cittadina”
“Il sottopasso di via Seveso/via Cadorna riveste invece un ruolo prioritario per la viabilità cittadina, anche per la vicinanza allo svincolo autostradale di Meda” conferma in una nota l’amministrazione comunale, secondo cui “nel 2026 è prevista la validazione e l’approvazione del progetto esecutivo da parte di Autostrada Pedemontana Lombarda e Cal e nel 2027 è prevista la gara d’appalto”. Fondamentale per poter far partire l’iter del sottopassaggio di via Seveso/Cadorna è stato l’avvio, due mesi fa, delle opere legate al comparto ex Medaspan che forniranno la viabilità alternativa durante la cantierizzazione del manufatto.
Meda, sottopasso, il geologo Del Pero: “In un’area a rischio idraulico e alluvionale non si può fare”
Il Comune continuerà il confronto con Regione Lombardia, Apl e Cal anche sugli effetti viabilistici legati ai cantieri della tratta B2.La notizia fa scaturire una ridda di reazioni, per lo più positive. “Con un po’ di ironia, che non guasta- afferma Gianni Del Pero, geologo medese attento alle dinamiche ambientali anche connesse alle infrastrutture- gli indirizzi del sottopasso di via Cadorna e via Seveso li conoscevamo già. Con un po’ più di serietà, invece, che il sottopasso in un’area a rischio idraulico e alluvionale molto elevato non si deve né si può fare è ormai chiaro a (quasi) tutti”.
Insomma, da sottopasso a sottopasso, il passo può sembrare breve, ma così non è. Di fatto, società Pedemontana smonta l’originario progetto che aveva fatto sobbalzare molti, e per motivi tecnici. Questi ultimi, come ribadito da Del Pero, sono essenzialmente legati al rischio idraulico e alluvionale.