ST Agrate, la Fiom Cgil brianzola: “Adesso si convochi un tavolo nazionale”

La Fiom Cgil brianzola dopo l'incontro in Regione con la presentazione di un nuovo piano industriale chiede la convocazione di un tavolo nazionale
Presidio dei sindacati alla St di Agrate
Presidio dei sindacati alla St di Agrate

Dopo la presa di posizione del segretario Fim Cisl Monza Brianza Lecco Enrico Vacca, anche la Fiom Cgil Brianza commenta l’esito dell’incontro di lunedì 2 marzo in Regione Lombardia, alla presenza dell’assessore Guido Guidesi, del management aziendale e delle istituzioni locali, dove STMicroelectronics ha presentato il nuovo piano industriale per il polo di Agrate-Castelletto con un orizzonte esteso fino al 2034. “Rispetto ai mesi scorsi siamo di fronte a un cambio di passo evidente – dice la Fiom – L’azienda ha illustrato un progetto strutturato, con investimenti, crescita della capacità produttiva e rafforzamento delle attività di ricerca e sviluppo. Questo è anche il risultato della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori e dell’azione sindacale che ha imposto un confronto vero sul futuro del sito”.

ST Agrate, la Fiom Cgil: “Sul futuro del sito brianzolo tanti elementi positivi ma non ancora sufficienti”

Oltre alla prospettiva 2034, tra gli elementi positivi dell’incontro anche l’annuncio, spiega la Cgil: “del posticipo della chiusura di AG8 (200 mm) al 2027 e della crescita della capacità del 300 mm fino a 8.000 fette alla settimana nel 2028 e fino a 14.000 fette alla settimana nel 2034”. E poi gli investimenti dichiarati: “1,5 miliardi di dollari nel periodo 2025-2027 e 2,8 miliardi nel periodo 2028-2034”. E, ancora, “l’impegno dell’azienda a realizzare gli investimenti anche in assenza dei finanziamenti del Chips Act 2.0, il rafforzamento della ricerca con il nuovo Centro Digital Twin a Castelletto e nuove professionalità Stem e la dichiarazione che il saldo occupazionale complessivo non sarà negativo e l’impegno a non procedere a licenziamenti unilaterali”.

Elementi che la Camera del lavoro brianzola considera “importanti” ma “non sufficienti”. A fronte di una trasformazione industriale profonda, che comporterà la riduzione progressiva della produzione del 200 mm con l’espansione del 300 mm, il sindacato fa presente che: “Questa transizione non può produrre effetti occupazionali indiretti né scaricare sui lavoratori il peso della riorganizzazione”. Di qui la necessità di: “valutare un ulteriore slittamento della dismissione di AG8 almeno al 2028, per mettere realmente in sicurezza l’occupazione nella fase più delicata della transizione, formalizzare in sede ministeriale impegni chiari e vincolanti su investimenti, volumi produttivi e livelli occupazionali” e infine “garantire che la riqualificazione professionale sia reale, strutturata e accompagnata da percorsi concreti di crescita”. “Non possiamo permettere – precisa la Fiom – che, mentre si disegna il futuro al 2034, il presente venga lasciato scoperto”. 

ST Agrate, la Fiom Cgil: “Il governo convochi un tavolo nazionale”

A fronte di una fase 2026-2028 che la Cgil considera “decisiva”, in quanto “si misurerà la coerenza tra annunci e realtà”, è stata formalmente richiesto che il Governo “convochi rapidamente il tavolo nazionale su STMicroelectronics subito dopo l’incontro che si terrà in Regione Sicilia per discutere del progetto industriale del sito di Catania, affinché il piano complessivo venga tradotto in un accordo quadro che metta nero su bianco tempi, risorse e tutele occupazionali. Agrate – conclude il sindacato – è un sito strategico nazionale ed europeo: il suo futuro non può essere affidato solo alle dichiarazioni, ma deve poggiare su scelte industriali solide e verificabili”.

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