Si avvicina la data del primo monitoraggio biennale del piano urbano della mobilità sostenibile approvato dal consiglio comunale nell’ottobre 2024 con i voti della maggioranza: gli uffici del municipio hanno affidato a Monza Mobilità il compito di verificare l’applicazione delle linee del Pums.
Piano mobilità di Monza: prima radiografia e nuovo biciplan, le strategie ipotizzate
La società partecipata, che riceverà dall’ente un compenso di 49.000 euro, dovrà analizzare lo stato di attuazione del documento che prevede che nell’arco di dieci anni vengano varate alcune strategie per fluidificare il traffico e ridurre l’utilizzo dei veicoli privati.
Tra le azioni ipotizzate dall’amministrazione Pilotto rientrano l’istituzione di isole ambientali interne ai quartieri con la creazione di zone 30 per abbattere la velocità delle auto, l’estensione della Ztl, la formazione di hub intermodali e il potenziamento del trasporto pubblico. Il Pums norma il provvedimento più contestato dai monzesi in ambito viabilistico: l’ampliamento della sosta a pagamento tramite l’espansione delle strisce blu al di fuori del centro storico.
Piano mobilità di Monza: prima radiografia e nuovo biciplan, come rendere più efficace il Pums
Sulla base dell’esito del monitoraggio la giunta valuterà gli eventuali aggiustamenti con cui provare a rendere più efficace il Pums. Monza Mobilità dovrà, inoltre, aggiornare il biciplan disegnato oltre dieci anni fa dall’amministrazione guidata da Roberto Scanagatti. Come prevede l’incarico, del valore di 20mila euro, la società dovrà valutare come integrare i dieci itinerari ciclabili principali con le piste che saranno realizzate nei prossimi mesi, lungo quali direttrici espandere i percorsi e come cucire gli spezzoni creati nel corso degli anni in diversi quartieri in un disegno organico che faciliti gli spostamenti sulle due ruote.