La battaglia contro il pedaggio sulla futura tratta autostradale della Pedemontana, oggi Milano Meda gratuita, continua a crescere e trova in Gigi Ponti, consigliere regionale e comunale del Partito Democratico, uno dei suoi promotori più attivi. La raccolta firme lanciata nei mesi scorsi sta raggiungendo numeri significativi: «Poche firme ancora e arriveremo a 13.000 adesioni», afferma Ponti, ricordando che alle 10.000 già raccolte se ne stanno aggiungendo altre 3.000. Un segnale forte, che coinvolge cittadini, pendolari e imprese di tutta la Brianza.
Il tema è trasversale e tocca sensibilità politiche diverse. L’idea di pagare un pedaggio su un’arteria storicamente gratuita, utilizzata ogni giorno per spostamenti intercomunali e per raggiungere Milano, lascia perplessi molti brianzoli. A sostenere la mobilitazione si sono uniti anche i pendolari del Comasco, che stanno portando avanti una raccolta firme parallela da consegnare al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.
Pedemontana a pedaggio, la paura per gli effetti del traffico sulla viabilità locale
La petizione ricorda come il progetto Pedemontana abbia già beneficiato di importanti finanziamenti statali e regionali, oltre a esenzioni fiscali e contributi pluriennali. Nonostante ciò, la futura tratta B2, che si innesterà direttamente sull’attuale Milano Meda all’altezza di Lentate sul Seveso, sarà soggetta a pedaggio. Una scelta che, secondo i promotori, rischia di produrre effetti pesanti sulla viabilità locale.
Il timore principale è che molti automobilisti, per evitare il pagamento, si riversino sulle strade ordinarie: Comasina, vecchia Valassina e altre arterie già oggi congestionate. Un aumento del traffico che potrebbe aggravare anche la qualità dell’aria in una provincia, quella di Monza e Brianza, che registra livelli di Pm2.5 tra i più alti d’Italia.
Pedemontana, no al pedaggio: chiesto un tavolo di confronto tra Regione e gli alti enti
La richiesta avanzata dalla petizione è chiara: aprire un tavolo di confronto tra Regione Lombardia, Cal, Autostrade Pedemontana Lombarda, ministero delle Infrastrutture e Trasporti, nonché ministero dell’Economia e delle Finanze, per individuare soluzioni tecniche che permettano di eliminare la tariffazione sulla Milano Meda, attraverso strumenti come i Patti Aggiuntivi e con il parere del Cipess, il Comitato interministeriale.
«Perché pagare per un’infrastruttura già esistente?», si legge tra le motivazioni. Una domanda che sintetizza il sentimento di molti utenti della superstrada, preoccupati per i costi aggiuntivi e per le ricadute sulla mobilità quotidiana. La raccolta firme prosegue. E la Brianza, ancora una volta, si scopre unita nel difendere una delle sue arterie più importanti.