Monza per la pace: le famiglie pronte ad accogliere chi fugge dall’Ucraina

Lele Duse e i volontari di “Ti do una mano”, in costante relazione con il Comune, mobilitati per accogliere i cittadini ucraini in fuga dalla guerra. Così come da anni ospitano i bambini di Chernobyl.
Monza Lele Duse
Monza Lele Duse Fabrizio Radaelli

Accoglienza, sempre. Come in una grande famiglia allargata qual è l’associazione. Sono ore concitate per i volontari di “Ti do una mano”. Ora ci sono bambini e mamme da portare in salvo dalla guerra, esattamente come 20 anni fa c’erano bambini ai quali donare mesi di salute e ospitalità. Allora, lontano dal dramma di Chernobyl e dalle gravi conseguenze generate dalla radioattività. Oggi, lontano dalle bombe devastanti.

È ancora l’accoglienza l’obiettivo odierno della onlus guidata da Lele Duse e per questo si sta lavorando, anche in costante relazione con il Comune. I messaggi che arrivano dall’Ucraina sono grida di aiuto. Uno degli ultimi, mandato in italiano; perché quei bambini di un tempo, oggi ormai adulti, un pezzo di Italia, di Monza, lo hanno addosso: «Non so quando vi arriveranno questi messaggi, o se arrivano. Non so cosa riserverà il futuro ma voglio sappiate che sono molto felice che voi ci siete nella mia vita e vi voglio un mondo di bene. Spero tantissimo di riabbracciarvi ancora» scrive una ragazza da Tupichev alla sua famiglia monzese.

Per giorni, dall’inizio della guerra, i messaggi dall’Ucraina sono arrivati senza sosta. Poi, da mercoledì 1 marzo, quando i combattimenti si sono fatti ancora più pesanti, è calato un silenzio sempre più assordante: i collegamenti sono difficili, internet va e viene. Così, molti monzesi restano in attesa per ore di quelle “Voci dall’Ucraina”, come le hanno chiamate i volontari della onlus che le diffondono quotidianamente attraverso una rete nata tra le famiglie che per anni hanno accolto la loro proposta e ospitato bambini e ragazzi in arrivo dalla zona di Chernihiv, al confine con la Bielorussia.

Una rete che, in realtà, con il passare degli anni, è divenuta anche e soprattutto tela a maglie strette di affetti, di famiglia, ben oltre l’accoglienza in Brianza. L’associazione in dieci anni ha fatto arrivare qui circa mille bambini e compiuto diversi viaggi in Ucraina.

«Ora stiamo cercando di organizzarci – spiega Lele Duse – e lanciamo subito una raccolta di fondi per portare qui prima possibile tanti in fuga dalla guerra. Per il momento non raccogliamo materiale da inviare, è sempre più complesso farlo arrivare. Ma le necessità cambiano di ora in ora».

I legami nati con le famiglie monzesi ospitanti hanno camminato anche in parallelo alle iniziative della onlus. Adesso tanti sono pronti a tornare ad aprire le porte di casa a quei bambini ormai cresciuti, spesso già genitori. “Ti do una mano” ha gettato un seme, in tanti l’hanno raccolto.

Qualche famiglia si è persino già mossa in autonomia dopo le prime notizie drammatiche in arrivo da Chernihiv. Così Olga (nome di fantasia, ndr), una 20enne ospitata in città per diversi anni, è arrivata proprio in queste ore a Monza.

«Quando la situazione è parsa precipitare -racconta Duse – la famiglia monzese di Olga ha sostenuto la ragazza nel lasciare il suo paese, offrendo ospitalità incondizionata. E lei è subito partita. Dopo un lungo viaggio è riuscita a raggiungere Leopoli e da lì, il confine». Con cinque, infiniti e complicati, giorni di viaggio è arrivata in Italia, poi a Monza.

La onlus e le famiglie che hanno già dato la loro disponibilità all’accoglienza sperano di organizzare al più presto viaggi così per tanti altri. Per partecipare alla raccolta fondi della onlus IBAN IT15T 05216 20404 0000 0000 4347. Per dare la propria disponibilità all’accoglienza info(at)tidounamano.org o segreteria(at)tidounamano.org.