È arrivato il presidente nazionale della Croce rossa italiana Rosario Valastro, appena rientrato da una riunione nella sede della Nazioni Unite, a inaugurare a Monza venerdì mattina la casa che il locale comitato metterà a disposizione di donne e mamme (con i loro bambini) vittime di violenza.

Monza, i Mattoni di speranza della Cri: taglio del nastro nella festa dell’8 maggio con il presidente nazionale Valastro
La cerimonia che ha celebrato il progetto denominato “Mattoni di speranza” si è svolta in una giornata simbolica: l’8 maggio, anniversario della nascita del fondatore Henry Dunant, che festeggia in tutto il mondo l’operato della Croce rossa. «Non potevo inaugurare la mia visita in Lombardia in modo migliore – ha sottolineato Valastro – Questi mattoni non hanno costruito muri, ma un percorso di speranza. Gli alloggi permetteranno alle donne di ritrovare la libertà di cui hanno diritto, ma che avevano perso. Ciò che vediamo non è una promessa, ma un progetto concreto che dà corpo all’impegno della Croce rossa nella lotta alla violenza di genere».
Valastro ha ricordato l’azione della Croce rossa negli anni Settanta con la consegna periodica di pacchi spesa alle persone indigenti. «Prendendo le mosse da quei pacchi, l’impegno sociale si è sempre più evoluto nel segno dell’inclusione per permettere a tutti di rialzarsi, senza mai giudicare, ma tendendo una mano. Molte delle persone che abbiamo aiutato si sono trasformate a loro volta in volontari».
Monza, i Mattoni di speranza della Cri: in città 347 volontari Cri e il 30% è under 18
La Croce rossa italiana conta oltre 150.000 volontari, 22.000 in Lombardia (dove sono presenti 90 comitati e 100 sedi) e 347 a Monza (dei quali 197 donne) con una percentuale del 30% di under 18.
Due storici volontari monzesi, che si sono conosciuti proprio prestando la loro opera, Annalisa Lavezzi e Giuseppe Cerizza, hanno ricevuto un riconoscimento per il mezzo secolo dedicato alla Croce rossa. Visibilmente emozionato il presidente del comitato monzese Guido Compatangelo che con il suo vice Alberto Cartasegna ha fatto gli onori di casa, alla presenza di autorità civili e militari e rappresentanti politici del territorio, «in una sede che profuma di storia e di futuro».

Monza, i Mattoni di speranza della Cri: l’importanza dei volontari
Il presidente ha sottolineato l’importanza dei volontari, «energia che irrobustisce la società» e ha ripercorso le tappe del progetto, il cui primo mattone è stato posto esattamente un anno fa: il 4 maggio 2025.
«Abbiamo voluto passare dalle parole ai fatti. Non siamo mai rimasti a guardare. Come appartenenti alla Rete Artemide abbiamo ascoltato le storie di tante persone che chiedevano aiuto. Appena il nuovo consiglio direttivo si è insediato (era il novembre 2024, nda) abbiamo deciso di agire. Uno dei principi su cui si fonda la Croce rossa è quello dell’umanità. Sinonimo di umanità sono i tre appartamenti che daranno luce a chi in precedenza ha vissuto nel buio, in case che si erano trasformate in prigioni».
Il presidente ha ricordato nel suo discorso volontari, imprese, benefattori, l’intero territorio («il nostro motore») che ha creduto nel progetto: «Oggi possiamo raccontare la storia di una comunità che ha reso possibile l’impossibile» ha rimarcato. Una storia lunga quella della Croce rossa monzese, che iniziò il 30 settembre 1864.
