Una messa concelebrata da dodici sacerdoti. La chiesa di San Biagio troppo piccola per contenere l’immensa folla di persone presente per salutare per l’ultima volta e tributare il proprio affetto e la propria riconoscenza al dottor Piergiorgio Nova, medico di famiglia scomparso la scorsa settimana.
Molti hanno assistito alla cerimonia sul sagrato in rispettoso silenzio, incuranti delle temperature elevate e degli aerei delle Frecce Tricolori che sfrecciavano nel cielo monzese per le loro ricognizioni.
Monza, addio a Piergiorgio Nova: intervenuta anche la polizia locale per dirigere l’afflusso
I primi a raggiungere la chiesa in automobile avevano potuto parcheggiare negli spazi del Collegio Bianconi aperti per l’occasione. Gli altri venivano incanalati altrove da alcuni agenti della polizia municipale che faticavano a dirigere un traffico così intenso in uno spazio limitato. Del resto, i vecchi pazienti, i colleghi medici, i tanti conoscenti, i “suoi” alpini e i parrocchiani sanbiagini non potevano esimersi dall’accompagnare il dutur, il Pigi, o il Piergiorgio nel suo ultimo viaggio. Lui che tanto si era speso per gli altri con grande professionalità, ma soprattutto tanta umanità, empatia, spirito di servizio e dedizione. Non c’erano orari né condizioni atmosferiche che lo trattenevano.
Monza, addio a Piergiorgio Nova: chi era, in pensione da cinque anni
In sella alla sua bici, senza cappotto anche in pieno inverno, macinava chilometri per essere vicino a chi aveva bisogno. Raggiungeva i suoi pazienti ovunque: a casa, all’ospedale, quando erano ricoverati, e persino in chiesa al momento del funerale. Perché, come è stato ricordato nell’omelia funebre, lui accompagnava i suoi malati in vita e nella morte. Era in pensione da cinque anni, ma chi ha avuto la fortuna di essere stato suo paziente ha sempre conservato verso di lui un affetto profondo, un’immensa stima e tanta nostalgia. Piergiorgio Nova assomigliava molto nelle fattezze e nei suoi modi al papà Pasquale che molti anziani monzesi definivano “un sant’uomo”.