Si è avvicinato alla abitazione della ex convivente, dalla quale per ordine del giudice sarebbe dovuto stare alla larga, almeno a 500 metri di distanza. Invece, grazie al braccialetto elettronico, è stato localizzato a 150 metri dalla casa della donna, a Lissone. Uno “sconfinamento” che venerdì 10 aprile ha portato all’arresto di un 36enne originario di Desio, domiciliato a Milano.
Lissone: uno 36enne arrestato e tradotto in carcere
L’hanno prelevato i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Desio: una violazione delle misure cautelari dell’obbligo di dimora e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla sua ex compagna, nell’ambito di un procedimento penale per maltrattamenti in famiglia, con l’applicazione delle procedure a tutela
della vittima previste dal “Codice Rosso”, che è costata all’uomo il carcere. Su ordine del giudice è infatti stato trasferito nella casa circondariale di Monza.
Lissone, l’allarme dal braccialetto e la pattuglia intercetta il 36enne
L’allarme è scattato intorno alle 20 del 10 aprile, quando la Centrale Operativa del Comando Provinciale dell’Arma di
Monza Brianza ha registrato due attivazioni del braccialetto elettronico applicato all’uomo, localizzato a circa 150 metri dalla abitazione della ex, a Lissone. I militari hanno subito contattato la donna per accertarsi della sua incolumità e hanno inviato sul posto una pattuglia, che ha intercettato il 36enne. L’uomo si sarebbe giustificato dicendo di dovere visitare alcuni amici e parenti in zona.
Sottoposto a giudizio direttissimo, l’arresto è stato convalidato e il Giudice ha disposto l’applicazione della custodia cautelare in carcere.