Il fantasy di Quattrocchio, 17enne di Giussano, al “Meet Book”

Il primo romanzo di Veronica Quattrocchio, "Il sangue non tradisce mai", alla rassegna letteraria

Tra gli scrittori che sabato 14 maggio presenteranno i propri romanzi alla rassegna letteraria nazionale “Meet Book”, che si terrà a Milano presso il circolo culturale e ricreativo Paolo Bentivoglio, c’è anche una giovane scrittrice robbianese. Si chiama Veronica Quattrocchio, ha 17 anni, frequenta il liceo scientifico Ballerini a Seregno e ha pubblicato il suo primo romanzo fantasy “Il sangue non tradisce mai”, lo scorso anno, dopo essersi aggiudicata la vittoria del concorso internazionale per inediti Pegasus Golden Selection, con oltre 500 opere in gara, nella sezione fantasy.

Veronica scrittrice fantasy: “In futuro vorrei insegnare”

“”Il sangue non tradisce mai” è il primo romanzo di una saga composta da 8 libri – ha raccontato Quattrocchio -. Ho iniziato a scriverlo a 14 anni dopo un’estate in cui avevo dedicato parecchio tempo alla lettura. È un fantasy contemporaneo e molto realistico, ricco di riferimenti alla mitologia nordica. Ho scelto il genere fantasy perché le mie letture preferite del momento rientravano in quella categoria“, ha raccontato la giovane scrittrice giussanese, che aspira in futuro a insegnare italiano nelle scuole, per riuscire a trasmettere la passione della scrittura ai suoi studenti, così come una prof delle medie fece con lei.

Al momento sto lavorando al secondo romanzo della saga. Ho già in mente come si evolverà il racconto in tutti e otto i libri. Spero che la mia casa editrice Pegasus Edition continui a credere in me, accompagnandomi nella pubblicazione di tutta la saga. L’ambientazione varia molto nei primi due volumi: i protagonisti viaggiano molto, si spostano da Firenze a Milano, per poi approdare in Brasile, in Svezia e in altre destinazioni che non voglio svelare. C’è molto di me in questo primo romanzo, soprattutto nei dialoghi d’amore dei due protagonisti“, ha raccontato, per poi anticipare alcuni dettagli del secondo romanzo: “Vengono introdotti nuovi personaggi e in generale la storia diventa un po’ più cupa rispetto al primo romanzo, soprattutto all’inizio, perché per i personaggi è difficile ripartire dopo quanto avvenuto nelle pagine conclusive di “Il sangue non tradisce mai””.