Emis Killa sul caso Roggero: «No al Far West dei cittadini, ma la condanna è eccessiva»

Emis Killa, il popolare rapper vimercatese ha voluto dire la sua sul caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato per avere ucciso due rapinatori.
Il rapper vimercatese Emis Killa
Il rapper vimercatese Emis Killa

«Sto paese è diventato una barzelletta. Vi indignate per ogni minchiata e quando un cristiano che potrebbe essere vostro nonno finisce i suoi anni in carcere per avere reagito (eccessivamente di sicuro) all’ennesimo abuso qualcuno ha anche il coraggio di stare dalla parte opposta». Emis Killa, il popolare rapper vimercatese ha voluto dire la sua sul caso di Mario Roggero, il gioielliere di Cuneo condannato definitivamente alcuni giorni fa a 14 anni e 9 mesi di carcere per avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio.

Emis Killa sul caso Roggero: la vicenda ha diviso l’opinione pubblica

La vicenda ha toccato un nervo scoperto dividendo gli italiani tra chi inneggia all’uomo e chi ricorda come il gioielliere abbia sparato alle spalle dei rapinatori e quindi al di fuori dei confini della legittima difesa. Con il rischio – sottolineano i più – di ferire accidentalmente ignari passanti.

Il rapper nella sua uscita  ha preso sostanzialmente le parti di Roggero. Pur sottolineando la necessità di una condanna, ha ribadito: «Chi giustifica la pesantissima condanna inflitta a sto povero cristo non vede più in là del proprio naso» lasciandosi poi andare a commenti un po’ più “coloriti” sui rapinatori sempre più scatenati e sempre meno “inibiti” dalle conseguenze di legge, augurando a chi  non la pensa in questo modo di ritrovarsi nella stessa situazione.

Emis Killa sul caso Roggero: «Non voglio essere frainteso»

Una  presa di posizione che  ha tuttavia ha richiesto successivamente qualche correttivo, arrivato in un reel che l’artista cittadino ha pubblicato e in cui precisa: «Voglio dare un’idea corretta di come la penso – ha spiegato – e ci tengo a non essere frainteso. Non pensiate che io sia del pensiero estremo per cui questa persona è un’eroe. Non si può legittimare la gente a correre per strada e a sparare, perché se no diventa il far west. Ma, almeno in questa circostanza, credo che sia ancora più paradossale che lo Stato non ti tuteli e che una persona che poi accumula frustrazioni si ritrovi purtroppo in reazioni eccessive che sfociano nelle tragedie».

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