È morto don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus: «Un compagno di sogni incredibile»

È morto don Antonio Mazzi, aveva 96 anni e per tutta la vita con la Fondazione Exodus ha lavorato per il recupero di persone tossicodipendenti. Il ricordo di Pizzaut.
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È morto don Antonio Mazzi, aveva 96 anni e per tutta la vita è stato l’educatore che con la Fondazione Exodus fondata a Milano nel parco Lambro ha lavorato per il recupero di persone tossicodipendenti. Lo ha annunciato la Fondazione Exodus: don Mazzi è morto alle 17 nella sua storica casa all’interno del parco. Nel 2025, in occasione dei 40 anni della comunità, i festeggiamenti si era fermati anche a Monza per due feste in musica.

È morto don Antonio Mazzi, collaborò anche col Cittadino

Con una buona continuità, è stato anche collaboratore del Cittadino pubblicando a cadenza settimanale un editoriale con riflessioni e approfondimenti sulla società e l’educazione soprattutto dei più giovani. E nel 2010 aveva visitato la redazione, che allora era in via Longhi, portando la sua verve.

È morto don Antonio Mazzi, il ricordo di Pizzaut

Cordoglio per la scomparsa è stato espresso da Pizzaut, per la perdita di un “compagno di sogni”. «Ti vogliamo bene don Antonio – ha scritto Nico AcamporaCi sono notizie che non vorresti mai ricevere, che ti lasciano un vuoto dentro difficile da spiegare. Oggi ci ha lasciati don Antonio, anche se le persone lo conoscevano cone Don Mazzi. Per molti un grande educatore, per la televisione un volto noto, ma per me e per i ragazzi di PizzAut un amico vero, immenso, e un compagno di sogni incredibile».

E poi: «Quando ha fondato la Fondazione Exodus quarant’anni fa, don Antonio ha iniziato a fare esattamente quello che noi cerchiamo di fare ogni giorno: non si è fermato a guardare le fragilità o le difficoltà dei ragazzi, ma ha cercato la loro bellezza, dando loro fiducia, dignità e una strada da percorrere. Ricordo ancora quando è venuto a trovarci in pizzeria. Si è seduto a tavola con i ragazzi, ha mangiato la nostra pizza, ha riso con loro e mi ha guardato negli occhi dicendomi che eravamo dei “sognatori”. Ma la verità è che il primo grande sognatore, quello che ha insegnato a tutti noi come si trasforma l’impossibile in realtà, è stato proprio lui. Don Antonio diceva sempre che dietro ogni ragazzo c’è un valore immenso da recuperare. Noi lo abbiamo ascoltato. Continueremo a farlo, promesso. Continueremo a impastare speranza e inclusione anche per te. Buon viaggio, Don. Ci mancherai tantissimo».

È morto don Antonio Mazzi, la liturgia viva per il funerale e la camera ardente

Il funerale è in programma lunedì 3 agosto nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano. La camera ardente sarà allestita e aperta a tutti, senza formalismi, “proprio come piaceva a lui”, nella storica sede Exodus alla Cascina Molino Torrette, nel Parco Lambro a Milano (ingresso pedonale), “dove tutto è iniziato e dove ha sempre vissuto“. Sarà aperta sabato 1 agosto, dalle 17 alle 20 e domenica 2 agosto dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20.

Lunedì il funerale “non sarà una cerimonia formale, ma una liturgia viva, animata dai canti, dalla musica e dalle parole dei ragazzi e degli educatori di tutte le realtà Exodus presenti in Italia e nel mondo” spiega Exodus. La tumulazione avverrà invece in forma privata all’Abbazia di Maguzzano, in provincia di Brescia, nel cimitero dell’Opera don Giovanni Calabria.

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