«Vi dono questa immaginetta dove è raffigurata la Madonnina. Sul retro ho scritto una preghiera e vorrei che la portaste con voi, insieme alla mia benedizione, quando tornerete a casa. La benedizione di Dio è una dichiarazione di amicizia e di alleanza. E tu che sei benedetto da Dio puoi diventare una benedizione per tutti quelli che ti incontrano: quindi, essere benedetti non è un privilegio, ma è una missione». Lo ha spiegato monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano, incontrando venerdì 26 giugno in arcivescovado i giovani provenienti da Betlemme ospiti in Lombardia, tra i quali anche i dodici accolti a Seregno per iniziativa della Polisportiva San Giovanni Paolo II e della Onlus Oasi di Pace, che sono poi tornati a casa sabato 27 giugno. L’esperienza milanese ha visto il gruppo, accompagnato tra gli altri anche da Massimo Achini, presidente del Csi Milano, visitare il duomo, salendo anche sulle terrazze, prima di fare rientro in Brianza, dove in serata una serie di giochi al PalaSomaschini ha terminato il percorso.
Oasi di Pace: la serata conclusiva al PalaSomaschini di Seregno

«È un momento bello -ha sottolineato in questa sede monsignor Bruno Molinari, amministratore della comunità pastorale San Giovanni Paolo II-, che ci fa desiderare che non esistano mai più confini difesi con la violenza. Vi auguro di essere portatori di speranza». Al prevosto uscente Marco Villa, presidente della Polisportiva San Giovanni Paolo II, ha quindi donato una targa, a titolo di ringraziamento per la collaborazione prestata negli anni. «I bambini hanno trovato uno spazio di libertà -ha aggiunto Adriana Sigilli, presidente della Onlus Oasi di Pace– ed hanno realizzato i piccoli sogni che hanno: il calcio, la danza, il teatro… Il gruppo si chiama “Bambini senza confini” ed i suoi componenti ricorderanno tutto ciò che hanno vissuto qui a Seregno». Il suo collaboratore Matteo Gorno ha quindi approfondito: «Per tanti era la prima esperienza lontani dalla famiglia e qualcuno ha sofferto di nostalgia. I ragazzi ci hanno insegnato che la semplicità è nella normalità. Quello che portiamo a casa noi è più di quello che abbiamo dato».
Oasi di Pace: nel 2027 l’esperienza conoscerà un ampliamento

Sigilli ha poi annunciato che «il prossimo anno arriveranno anche le bambine. Ma vogliamo ricambiare l’ospitalità e, perciò, vi aspettiamo a Betlemme. Organizzo camp da 21 anni e qui, per la prima volta, si è compreso perché utilizziamo lo sport come linguaggio di pace. Da noi non ci sono i pattini a rotelle o le pareti per l’arrampicata e nemmeno i parchi acquatici. Voi, oltre alle strutture, ci avete messo il cuore». In chiusura, prima della consegna a Federica Gerla del premio come dirigente dell’anno della Polis, intitolato alla memoria di Ignazio Ponturo, il sindaco Alberto Rossi ha evidenziato che «la nostra città ha dimostrato un cuore gigantesco. I ragazzi e le loro famiglie sanno che qui c’è qualcuno che non vede l’ora di rivederli».