Un anziano su due non si vaccina contro l’influenza. Sono i dati di Regione Lombardia della campagna vaccinale. Nel 2024/25 si è arrivati al 51,9%. Ora il dato è in crescita, ma non ancora abbastanza.
Lo ammette Paolo Bonfanti, direttore delle Malattie Infettive dell’Irccs San Gerardo di Monza, a margine del convegno Acta Reboot che ha riunito, lunedì e martedì a Milano, i massimi esperti italiani di malattie infettive. A presiedere la due giorni di lavoro oltre a Bonfanti, Alessandra Bandera, Direttrice alla Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, Andrea Gori, direttore all’Ospedale Fatebenefratelli – Luigi Sacco e Giulia Carla Marchetti, Direttore alla Santi Paolo e Carlo di Milano.
«Sui vaccini pediatrici – spiega Bonfanti – abbiamo dati molto positivi, l’adesione è del 95% che consente di raggiungere la soglia di immunità di gregge. Ritengo molto importante il vaccino contro il morbillo che può avere conseguenze serie. Al momento la copertura è del 96%».
Il trend è in miglioramento anche per il vaccino Hpv, contro il papilloma virus che può causare tumori nelle donne. Viene offerto gratuitamente alle ragazze di 13 anni, la percentuale di adesione alla campagna vaccinale è passata dal 60% del 2011 al 77% di oggi.
Vaccinazioni: poche adesioni da anziani fragili
Le note dolenti invece riguardano gli anziani fragili : uno su due non accede al vaccino antiinfluenzale che pure è gratuito e viene effettuato anche a domicilio.
«Il Covid – prosegue Bonfanti – ci ha insegnato che la malattia in una persona con altre patologie è molto più grave e peggiora la malattia di base. Ecco perché per queste persone il vaccino è parte della cura».
Perché l’adesione ancora così bassa? «Stiamo vivendo un momento storico complicato– prosegue Bonfanti – le fake news viaggiano in rete ed alimentano i dubbi, ma i benefici superano di gran lunga i pochi effetti collaterali».
Ancora troppo bassa l’adesione ad altri vaccini offerti gratuitamente come quello anti pneumococco (meno del 13%) e contro l’herpes zoster che può avere conseguenze invalidanti.
L’altro dato che emerge è il crollo delle vaccinazioni Covid: «I dati ci dicono che il virus circola, ma non è nel momento di picco e comunque la popolazione è ormai coperta. I casi che si scoprono sono quelli che accedono al pronto soccorso. Il consiglio al vaccino permane per gli ultrasettantenni e, i pazienti cardiopatici, gli oncologici perché la malattia può peggiorare una situazione già critica».
Salute: l’uso di antibiotici e l’automedicazione
Durante il convegno si ì parlato anche dell’uso di antibiotici. «L’Italia è nel G7 – spiega Bonfanti – ma è fanalino di coda in Europa perché paghiamo anni di utilizzo improprio di antibiotici che ora risultano spesso inefficaci per contrastare le infezioni più gravi come quelle ospedaliere che attaccano pazienti già fragili».
In questo caso gli esperti di Malattie infettive ribadiscono il no all’automedicazione: «Ci sono persone che hanno scorte di antibiotici a casa – spiega Bonfanti – e al secondo giorno di febbre li assumono senza controllo medico. Questo significa uccidere la flora intestinale e rendere inefficaci gli antibiotici quando servono davvero».
Infine, il convegno ha affrontato anche il tema del virus Hiv: il numero dei positivi in Lombardia si è stabilizzato e non scende. Arrivano i farmaci preventivi: «Il vero problema – conclude Bonfanti – è a quota di persone che hanno la malattia e non sono consapevoli. Quello che bisogna fare è incrementare i test nei pronto soccorso e tra le categorie a rischio».