Monza e Brianza, la sfida di Fabrizio Sala (Forza Italia): ripartiamo dallo spirito di Berlusconi

Il deputato di Forza Italia si appella al dna del partito nato dalla volontà di Berlusconi. Con un occhio alle elezioni di Milano, al congresso, al futuro.
Fabrizio Sala
Fabrizio Sala

“Quella Forza Italia non era un semplice partito fondato sui valori del liberismo, aveva un leader carismatico, ma soprattutto geniale“. Quella Forza Italia è quella delle origini, quella costituita da Silvio Berlusconi all’epoca della discesa in campo. Per Fabrizio Sala, deputato del partito, occorre ripartire da lì, da quello spirito, da quelle intenzioni.

Monza e Brianza, la sfida di Sala (Forza Italia) e in congressi a tessere

Nato nel 1971, sindaco a 27 anni di Misinto nel 1999, l’anno in cui Forza Italia alle elezioni europee ha sfondato il tetto del 25% delle preferenze (25,2%) come primo partito italiano, è stato poi due volte vicepresidente della Regione Lombardia, assessore del Pirellone, coordinatore provinciale del partito e assessore in quella che sarebbe stata la Provincia di Monza e Brianza. Un quarto di secolo, da allora, con tante cose che sono cambiate, tanti pesi differenti, ma Sala ha un’idea chiara: “Oggi ancor più i partiti funzionano a leadership e Forza Italia da questo punto di vista sta vivendo un momento di crisi. Siamo l’unico partito che fa i congressi a tessere… credo sia un po’ pericoloso, il rischio da evitare è finire come il Psi dopo Craxi, imploso tra regole e burocratizzazione che l’hanno spento, impedendone la crescita. Il mio auspicio, e sicuramente la famiglia Berlusconi potrebbe dare una significativa mano, è che Forza Italia recuperi quello spirito, che torni ad essere il partito della creazione della ricchezza, delle imprese”.

Monza e Brianza, la sfida di Sala (Forza Italia) e la Questione Nord

A partire dall’economia. “C’è una Questione Nord da affrontare, esiste – continua il deputato – Abbiamo creato la Zes al Sud (Zona economica speciale, ndr), a maggior ragione dovremmo puntare al rilancio del Nord, perché il Paese cresce solo passando per Milano, per Torino, per il Veneto, coinvolgendo i tre pilastri, aziende, Istituzioni e università e investendo su quote sempre più alte del Pil dedicate alla ricerca”.

Poi in prospettiva c’è Milano, che pesa, pesa eccome nella tornata elettorale della primavera-estate del 2027. “Il centrodestra dovrebbe riuscire a presentarsi unito – apprezza l’onorevole – Io sono un bipolarista convinto, peccato veder fioccare candidature di persone legate al centrosinistra (tra i rumors anche il nome dell’economista Cottarelli, ndr), piuttosto che nostre… No agli inciuci di Palazzo e a scelte che finirebbero soltanto per allontanare dalla politica il nostro elettorato”.

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