L’evento è in programma a Milano, ma gli organizzatori vantano legami solidi con la città di Monza poiché collaborano attivamente con la casa circondariale brianzola per la realizzazione di progetti. In via Sanquirico ha sede, tra l’altro, la cooperativa sociale di detenuti ZeroMail scs che fa parte del consorzio VialedeiMille.

Carcere e reinserimento: sede in via Sanquirico a Monza per una delle coop socie
Ed è proprio questo consorzio, fondato nel 2015 da cinque cooperative, su iniziativa dell’assessorato alle politiche del Lavoro del Comune di Milano, per favorire il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti dentro e fuori dal carcere, a organizzare giovedì 9 luglio nella sede meneghina di viale dei Mille, 1 alle 18.30 un aperitivo sociale con un significato particolare. Vialedeimille rischia di perdere gli spazi che lo ospitano e dai quali ha preso il nome.
«Purtroppo abbiamo perso un bando – spiega Gualtiero Leoni, socio fondatore della cooperativa social Zerografica, cofondatrice del Consorzio – e ora rischiamo di dovere andare via dal luogo in cui siamo nati. Con l’evento di giovedì vorremmo mettere al corrente i nostri clienti, collaboratori e tutte le persone che ci sono vicine della situazione in cui ci troviamo».
Carcere e reinserimento: «Non facile trovare un’altra sede idonea al nostro operato»
Il consorzio, presieduto dall’avvocato milanese Gabriele Fuga, attraverso le sue cooperative dà lavoro a centinaia di persone, molte delle quali con problemi di giustizia. Inoltre, si occupa della vendita di prodotti realizzati dai detenuti di carceri di tutta Italia: vestiti, dolci, oggetti per la casa e altro ancora. Tutti prodotti di ottima qualità e fattura che saranno messi in vetrina anche durante lo svolgimento dell’aperitivo.
Leoni non nasconde la sua preoccupazione: «Trovare una sede idonea al nostro operato non sarà facile. Noi siamo in una posizione centrale, in un ambiente molto bello e facile da raggiungere che dà serenità alle persone che vengono qui. Da noi ci sono detenuti in semilibertà o agli arresti domiciliari che vengono a lavorare grazie alla collaborazione con la Camera Penale di Milano. Se si offre un contesto gratificante alle persone le probabilità di recidive saranno minori».
Leoni vuole, però, lanciare un messaggio all’insegna dell’ottimismo: «Ce la faremo a trovare una soluzione. Siamo abituati a lottare e siamo convinti che chi conosce la bontà e l’importanza del nostro progetto non resterà insensibile». La prima occasione per discuterne, godendosi una lunga serata estiva, sarà proprio l’aperitivo di giovedì.