Franco Mussida all’Ucid: «Il valore della musica è educare e formare»

Il fondatore della Pfm e del Centro professione musica ospite dell'Unione cristiana imprenditori e dirigenti di Monza.
Franco Mussida all'Ucid Monza
Franco Mussida all’Ucid Monza

Non era un’impresa facile invitare Franco Mussida a una serata e non citare praticamente mai il nome della Premiata Forneria Marconi. Perché il chitarrista, compositore e cantautore nato a Milano nel 1947, della Pfm è stato il fondatore nel 1971 e ne ha fatto parte fino al 2015. Inoltre, è stato anche l’autore di molti pezzi forte del repertorio del gruppo, come la Carrozza di Hans e Dolcissima Maria.

Ma l’operazione è comunque riuscita, perché Mussida è stato appunto il protagonista di un incontro promosso dalla sezione brianzola dell’Unione cristiana imprenditori dirigenti sul tema “La musica nel contesto sociale”. Non è stato, dunque, un appuntamento con la nostalgia e con i ricordi legati alla Pfm, come del resto aveva anticipato lo stesso Aldo Fumagalli, presidente della sezione Ucid.

Franco Mussida all’Ucid: il sistema di comunicazione emotiva

Mussida, del resto, è sempre un talentuoso chitarrista e lo ha confermato durante la serata esibendosi con il suo strumento preferito. Ma è stato anche capace di andare oltre: è scultore, scrittore, autore di ricerche sul campo della musica. «La musica – ha spiegato – è il più evoluto sistema di comunicazione emotiva». Nel 1984 ha fondato il Centro professione musica. A partire dal 1987, con la collaborazione del Cpm, ha avviato un’iniziativa per avvicinare i detenuti del carcere milanese di San Vittore al mondo della musica. Un’esperienza poi replicata in altri istituti carcerari. «Con i detenuti – ha precisato – facciamo un lavoro sulla consapevolezza del sentire». Ha portato un’audioteca a San Patrignano. Nel 2019 ha scritto il libro “Il pianeta della musica”, arrivato alla sesta edizione. «Il vero valore della musica – ha sottolineato Mussida – è educare e formare. La musica fatta da processi industriali noi la sentiamo distante. I ragazzi non sanno cos’è la musica strumentale».