Reperto trovato nel Parco, mistero (forse) risolto: era di Santa Maria in Brera a Milano

A tre settimane dalla scoperta di un reperto archeologico nel parco di Monza, ci sono le prime ipotesi formulate dal Consorzio e dalla Soprintendenza.
Parco di Monza reperto
Parco di Monza reperto

È stato un visitatore del parco ad accorgersi che lungo il Lambro, sugli argini in prossimità del Mulino del Cantone, affiorava un manufatto in pietra ornato di foglie e fiori. Era lo scorso 10 giugno. A tre settimane di distanza dalla scoperta ci sono le prime ipotesi formulate dal Consorzio e dalla Soprintendenza che sono al lavoro per comparare il manufatto con altri noti.

Reperto trovato nel Parco, mistero (forse) risolto: l’ipotesi più accreditata e i rapporti tra i cantieri di Milano e Monza

L’ipotesi più accreditata è quella che sostiene che l’architrave a cassettoni decorati appartenga all’impianto decorativo della chiesa di Santa Maria in Brera, capolavoro del gotico trecentesco, demolita nel 1808 in epoca napoleonica, per ampliare i saloni napoleonici destinati ad ospitare le gallerie del Regno a Brera.

Se l’ipotesi sarà confermata dai prossimi approfondimenti svolti in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Monza Brianza e Pavia, si potrà dire di trovarci di fronte a una nuova ed ennesima prova degli stretti rapporti intercorsi fra i cantieri milanesi e monzesi. Nello stesso periodo in cui a Milano si demoliva la chiesa di Santa Maria in Brera, nel parco di Monza, l’architetto Luigi Canonica, allievo del Piermarini, realizzava cascina San Fedele nel parco e fu proprio lui a chiedere che si trasportassero a Monza le bifore e il portale tolti dalla chiesa gotica. L’utilizzo di materiale di recupero all’interno del parco è cosa nota: negli anni sono stati rinvenuti un busto di Napoleone, dei capitelli Quattrocenteschi, parti del ponte di San Celso a Milano.

Parco di Monza Cascina San Fedele
Parco di Monza Cascina San Fedele

Reperto trovato nel Parco, mistero (forse) risolto: «Luogo archeologico che merita di essere studiato»

In anni più recenti è affiorato, dallo sgretolamento del muro di cinta dei giardini, anche il volto di un putto in marmo. Al Consorzio sono quasi certi che quel manufatto sia identico per forme e dimensioni a quelli sulla facciata della Cascina San Fedele e al frammento di arcata con ornato floreale attribuito a Giovanni di Balduccio e ceduto nel 1867 da Vittorio Emanuele II al Museo Patrio di Archeologia, insieme ad altri parti provenienti da Santa Maria in Brera. Il Soprintendente Carlo Catacchio è prudente: «Dalle immagini visionate mi sembrano forme più classiche che gotiche, quindi potrebbe anche essere un elemento neoclassico coevo alla Villa. Comunque sono in corso altri accertamenti. Quello che è certo è che il parco di Monza è, a tutti gli effetti, un parco archeologico che merita di essere studiato».

Il reperto è stato pulito e fotografato nel salone di villa Mirabello, ma è già stato riposto in un luogo top secret per evitare furti. Sulla futura collocazione Cattacchio propone una sala dei musei civici di Monza, «a meno – dice – che il Consorzio non abbia già pensato ad altro». Dagli uffici di Cascina Fontana qualche idea c’è: «Sarebbe bello – dicono- allestire una sala della reggia con i reperti rinvenuti quest’anno per raccontare la storia del parco e delle sue scoperte».

L'autore

Il primo articolo a 13 anni e non ho più smesso. Al Cittadino dal 1992 ho scritto po’ di tutto con un amore incondizionato per Parco e Villa reale. Leggo molto e sono nella giuria del Premio Brianza.
Mi piace raccontare storie e possibilmente buone notizie. Le mie buone notizie sono i miei quattro figli e la nipotina!